Pakistan

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«Siamo nei guai in Pakistan, vi prego aiutateci»: è l'appello di Ashiq Mash, marito di Asia Bibi , che chiede aiuto a Donald Trump, Theresa May e Justin Trudeau perché accolgano come richiedenti asilo Asia Bibi e tutta la sua famiglia negli Stati Uniti, in Gran Bretagna o Canada, in un video diffuso pochi minuti fa su Twitter dalla testata tedesca Dw News.

Asia Bibi «potrebbe essere liberata nelle prossime ore, ora bisogna vedere in che modalità, sicuramente portandola in un luogo sicuro insieme alla famiglia». Lo dice oggi al Sir Paul Bhatti, medico e fratello di Shahbaz Bhatti, l'esponente politico cristiano ucciso nel 2011 per aver preso le difese di Asia Bibi e lottato contro la legge sulla blasfemia che in Pakistan condanna al carcere - o addirittura alla pena di morte - chi offende il Profeta Maometto. 

Binish Paul, cristiana, è una studentessa di liceo di 18 anni. Il 22 agosto scorso un ragazzo musulmano, Taheer Abbas l'ha gettata dal secondo piano della sua abitazione perché la giovane aveva rifiutato di sposarlo e di convertirsi all'Islam. A raccontare ad Aiuto alla Chiesa che Soffre l'ennesimo caso di violenza e tentativo di conversione forzata ai danni di una donna cristiana in Pakistan è l'avvocato di Binish, Tabassum Yousaf.

Diffuso oggi il Rapporto Easo, l'agenzia europea che si occupa di protezione internazionale. Quasi un milione di decisioni sulle domande di asilo, la metà positive. In Germania record di richieste: 222mila in un anno. Italia seconda con 128mila. 32mila minori migranti arrivati in un anno in Europa, oltre 1.300 quelli soli.

«È stato un incontro straordinario per l’emozione che ha coinvolto tutti». Il direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre, Alessandro Monteduro, racconta così l’udienza privata con Papa Francesco, durata 40 minuti, che ha ricevuto questa mattina Rebecca Bitrus, cristiana per due anni prigioniera di Boko Haram, in Nigeria, e il marito, Ashiq, e la figlia, Eisham, di Asia Bibi, condannata a morte in Pakistan con l’accusa di blasfemia e in carcere ormai da nove anni.

A guidare la lista dei 50 Paesi dove i cristiani sono più perseguitati, sono la Corea del Nord e l'Afghanistan. Nelle «top ten» ci sono però anche Somalia, Sudan, Pakistan, Eritrea, Libia, Iraq, Yemen e Iran. È in Pakistan che la persecuzione ha i connotati più violenti in assoluto.