Pakistan

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Tra il 2015 e il 2017 la situazione dei cristiani è peggiorata a causa di violenze e oppressione così come le negazioni alla libertà di fede sono diventate più efferate. È quanto emerge dal rapporto di Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) sulla persecuzione anticristiana «Perseguitati e dimenticati. Rapporto sui cristiani oppressi in ragione della loro fede tra il 2015 e il 2017», presentato oggi a Milano.

In questo «mondo di violenza, odio, minacce di terrore», occorre «una riflessione e la volontà convinta di continuare a lottare per la pace e la giustizia, non solo per i cristiani ma per tutti gli esseri umani colpiti da questa violenza». Lo ha detto Paul Jacob Bhatti, ministro per le minoranze del Pakistan e fratello di Clemente Shabaz Bhatti, anch’egli ministro e assassinato nel 2011 ad Islamabad, nel suo saluto alla XVI Assemblea nazionale dell’Azione cattolica che si è aperta questa sera a Roma sul tema «Fare nuove tutte le cose. Radicati nel futuro, custodi dell’essenziale» (Domus pacis, 28 aprile – 1° maggio).

Con una recente ordinanza, la «Pakistan Electronic Media Regulatory Authority», ente del governo pakistano, ha dichiarato illegali 11 canali televisivi cristiani che trasmettono in Pakistan in lingua urdu. Tra queste anche Catholic Tv, rete cattolica diocesana di Lahore, da 17 anni prima ed unica televisione cattolica in tutta la nazione.

Tra chi sbarca in Italia e inizia la pratica per la richiesta di asilo, Nigeria e Pakistan sono tra le nazionalità più rappresentate, anche perché, di norma, i migranti si muovono verso i Paesi dove già sono presenti reti familiari e amicali. Al 9 settembre 2016 su 75.681 domande la Nigeria risulta al primo posto con 14.291 richieste, il Pakistan con 10.209. Da cosa fuggono? E cosa succede dopo l'iter di richiesta d'asilo?

La Commissione nazionale Giustizia e Pace Pakistan «condanna fortemente il tragico attacco contro persone innocenti in un parco pubblico» e chiede al governo di intensificare le misure di protezione verso «le minoranze e le comunità più vulnerabili» e di «eliminare le cause che sono alla radice di questa intolleranza».

Il Papa oggi al termine del Regina coeli ha detto:

“Cari fratelli e sorelle,

ieri, nel Pakistan centrale, la Santa Pasqua è stata insanguinata da un esecrabile attentato, che ha fatto strage di tante persone innocenti, per la maggior parte famiglie della minoranza cristiana – specialmente donne e bambini – raccolte in un parco pubblico per trascorrere nella gioia la festività pasquale. Desidero manifestare la mia vicinanza a quanti sono stati colpiti da questo crimine vile e insensato, e invito a pregare il Signore per le numerose vittime e per i loro cari. Faccio appello alle Autorità civili e a tutte le componenti sociali di quella Nazione, perché compiano ogni sforzo per ridare sicurezza e serenità alla popolazione e, in particolare, alle minoranze religiose più vulnerabili...".