Sri Lanka

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“Il peccato ci allontana da Dio e interrompe il legame tra la terra e il cielo”, ma con il battesimo di Gesù si inaugura la missione salvifica del Figlio di Dio, che sempre ci ama. Lo ha sottolineato Papa Francesco, prima della recita dell’angelus. A tutti il Pontefice ha auspicato di sperimentare ogni giorno l’amore e l’infinita misericordia del Signore, attraverso i sacramenti e con la prossimità ai propri fratelli, specialmente i poveri, i malati, i carcerati, i profughi. Alla vigilia del suo viaggio apostolico in Sri Lanka e nelle Filippine, Papa Bergoglio ha poi chiesto di essere accompagnato con la preghiera, soprattutto rivolta allo Spirito Santo, troppo spesso dimenticato.

Due giorni pieni e intensi in Sri Lanka e tre nelle Filippine, più due giorni per gli spostamenti. Questo, in sintesi, il secondo viaggio di Papa Francesco in Asia, «a breve distanza da quello in Corea e ciò dice già tutto dell'attenzione del Pontefice a questo continente», ha commentato padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, nel briefing odierno.

«Ci siamo appellati al Presidente perché ci sia uno spazio di tempo sufficiente fra i due eventi e ci è stato assicurato che tutto sarà fatto in modo tale che la visita si svolga senza problemi»: è quanto si legge in un comunicato ufficiale dei vescovi srilankesi, inviato all'Agenzia Fides, per rispondere alle insistenti voci circolanti sulla stampa e sui social network, che mettono in dubbio la visita del Papa nel Paese asiatico a gennaio 2015.

Il miglioramento della situazione sociale ed economica nello Sri Lanka e il viaggio di Papa Francesco nel gennaio 2015 nell’isola asiatica sono stati al centro dell’incontro del Papa con il Presidente della Repubblica Socialista Democratica dello Sri Lanka, Mahinda Rajapaksa.
Nel corso del colloquio si è parlato infatti della situazione attuale del Paese, con particolare riferimento ai segni di miglioramento sociale ed economico, auspicando il raggiungimento di soluzioni corrispondenti alle legittime attese di tutti i cittadini.

Trasmettere la fede, promuovere la riconciliazione e la pace tra le etnie, occuparsi dei bisogni dei più deboli: sono gli impegni della Chiesa in Sri Lanka di cui ha parlato Papa Francesco ai vescovi, ricevuti al termine della Visita Ad Limina. Dopo i decenni di guerra civile, la Chiesa contribuisce alla ricostruzione ed alla riconciliazione, facendo lavorare insieme le etnie nelle diverse attività pastorali e caritative. Il Papa ha sottolineato la ricchezza del pluralismo religioso presente nel paese, ed anche di fronte a violenze ed atti di intimidazioni e di fronte ad un uso strumentale della religione, la Chiesa deve seguire con fermezza la via della pace e del dialogo.

Un incoraggiamento nel lavoro di riconciliazione e di ricostruzione della società civile nello Sri Lanka è venuto da Papa Francesco. Nel discorso consegnato ai vescovi dell’isola, ricevuti stamattina, in occasione della visita ad Limina, il Pontefice ha ricordato l’impegno delle realtà legate alla Chiesa cattolica ed ha esortato a rispettare la dignità e il primato della famiglia. Lo Sri Lanka ha bisogno del lievito del Vangelo.

«Siete venuti in pellegrinaggio a Roma per rendere omaggio alla Madonna, al termine delle celebrazioni per il 75° anniversario della consacrazione a Lei della Chiesa in Sri Lanka». Così Papa Francesco, stamattina, ricevendo in udienza gruppi di fedeli provenienti dallo Sri Lanka, venuti in pellegrinaggio a Roma in occasione delle celebrazioni del 75° anniversario della consacrazione alla Madonna della Chiesa in Sri Lanka.

La Madonna è sempre vicina a noi e ci accompagna sempre nel nostro cammino. Lo ha detto il Papa ai pellegrini provenienti dallo Sri Lanka, accompagnati dai vescovi, per rendere omaggio alla Madonna, al termine delle celebrazioni per il 75° anniversario della consacrazione a Lei della Chiesa in Sri Lanka. Molte lacrime sono state versate negli ultimi anni, a motivo del conflitto interno che ha provocato tante vittime e causato tanti danni. Collaborare e superare le ferite del passato, ha detto il Papa, è l'unica strada che ci dà speranza di futuro, di sviluppo e di pace. Per questo, vi assicuro che avete un posto particolare nella mia preghiera.