Yemen

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«Ci sono due cose che vanno contro l'unità: la rivalità e la vanagloria», che distruggono le fondamenta delle comunità, seminando divisioni e conflitti. È il monito del Papa, nell'omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta, in cui ha stigmatizzato «l'egoismo dell'interesse», ribadendo che la «gratuità» predicata da Gesù «non è selettiva».

«Le nuove violenze a Hodeidah rappresentano l’ennesimo colpo agli sforzi di pace nello Yemen, un Paese che scivola sempre più nel caos e nella miseria». Lo dichiara il direttore generale dell’Unicef, Henrietta Fore, che denuncia «l’escalation di ostilità che sta mettendo migliaia di bambini che vivono nella zona e nei dintorni a rischio imminente di essere feriti o di morire».

Agosto è stato il mese più sanguinoso dall'inizio dell'anno in Yemen. Secondo i rapporti raccolti dalle Nazioni Unite nei primi nove giorni di agosto sono morti 450 civili, di cui 131 bambini, mentre al 31 agosto i morti e feriti sono saliti a 981, tra cui oltre 300 bambini, ma il numero potrebbe essere ancora più alto perché difficile tenere il conto esatto.

In un rapporto di 41 pagine redatto da un gruppo di esperti incaricati dall'Ufficio per i diritti umani (Ohchr), le Nazioni Unite puntano il dito contro la coalizione militare a guida saudita e i ribelli houthi, sostenendo che le violazioni contro la popolazione civile dello Yemen esaminati possono inquadrarsi come crimini di guerra.

«Su di te sia la pace. Cristiani insieme per il Medio Oriente»: è il motto ufficiale della visita di Papa Francesco a Bari per l'Incontro ecumenico di preghiera per la pace in programma il prossimo 7 luglio. Nella città dove sono conservate le reliquie di san Nicola, il Pontefice e i capi di Chiese e comunità cristiane del Medio Oriente rifletteranno e pregheranno sulla situazione drammatica del Medio Oriente.

Dalla decisione di Trump di spostare l'ambasciata Usa a Gerusalemme, alla sconfitta militare dell'Isis, dalla situazione in Siria all'avvicinamento anti-Iran di Arabia Saudita e Israele. Ne parliamo con Riccardo Redaelli, docente di geopolitica all'Università Cattolica di Milano. «Il futuro non promette nulla di buono».

Una settimana di pesanti violenze, accompagnata dal blocco che impedisce tutti i rifornimenti vitali in Yemen, mostra ancora una volta l’assoluto disprezzo delle parti in guerra nei confronti della popolazione civile, dei pazienti e delle strutture mediche nel Paese, denuncia l’organizzazione medico umanitaria Medici senza frontiere (Msf).