Belgio

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In quattro anni, in Belgio, oltre un migliaio di persone hanno riferito di essere state vittime di abusi sessuali da parte di preti e religiosi. La maggior parte dei fatti (80%) si sono verificati più di 30 anni fa e la Chiesa ha dovuto pagare più di 4 milioni di euro per i risarcimenti. È il dato complessivo che emerge dal Rapporto relativo al periodo 2012-2015 sugli abusi sessuali nella Chiesa, presentato a Bruxelles da Manu Keirse, professore emerito dell’Università di Lovanio e presidente della Commissione inter-diocesana per la protezione dei bambini e dei giovani.

I cattolici belgi contestano «il tono moralizzatore» che pervade la «Relatio Synodi» e il questionario. Un tono che spinge le persone a «sentirsi escluse e a lasciare». La sintesi parla di una Chiesa che «ha fallito nel suo dialogo con una società in mutazione». La maggioranza si augura che i separati risposati possano accedere ai sacramenti, in particolare a quelli della riconciliazione e della Eucarestia.

La coesione sociale, l’educazione dei giovani, il fenomeno delle migrazioni e l’importanza del dialogo interculturale e interreligioso. Sono stati alcuni dei temi al centro dell’incontro tra Papa Francesco e il re Filippo e la regina Mathilde, ricevuti in Vaticano. La Sala Stampa ha, inoltre, reso noto che durante i cordiali colloqui sono state rilevate le buone relazioni bilaterali tra il Belgio e la Santa Sede, oltre ad alcune problematiche di carattere internazionale, con speciale riferimento alle prospettive future del Continente Europeo.

«Non è sufficiente riconoscere gli errori del passato e accompagnare le vittime. È altrettanto importante fare tutto il possibile perché questi fatti non accadano più in futuro». La politica della «tolleranza zero» contro il fenomeno della pedofilia nella Chiesa si affianca in Belgio alla politica della prevenzione. Ieri è stata presentata alla stampa una brochure dal titolo «Dal tabù alla prevenzione» redatta dalla Commissione interdiocesana per la protezione dei bambini e dei giovani: un vero e proprio «codice di condotta» diffuso in 9mila copie e rivolto in modo particolare agli operatori pastorali.

1 milione e 400mila euro: a tanto ammonta la somma complessiva assegnata “per il momento” dalla Chiesa del Belgio alle vittime degli abusi sessuali commessi da sacerdoti e religiosi all’interno di una relazione pastorale. Il dato è stato reso noto in questi giorni dal Rapporto pubblicato dal Centro di arbitrato in materia di abusi sessuale relativo all’anno 2013 e depositato in Parlamento.

Tristezza e preoccupazione per il futuro sono state espresse dai vescovi belgi subito dopo l'approvazione ieri alla Camera della legge che estende la legalizzazione dell'eutanasia ai minori senza indicare limiti di età. Negli ultimi mesi, i vescovi del Belgio hanno manifestato i loro timori.

L'esigenza di una Chiesa «più aperta», capace di accogliere tutti, «a prescindere dalle differenze e dagli errori commessi», di valorizzare il ruolo delle donne. Anche dal Belgio cominciano a emergere i primi risultati della consultazione avviata da Papa Francesco nelle Conferenze episcopali di tutto il mondo per verificare, in vista del Sinodo sulla famiglia di ottobre, il rapporto dei cattolici con la pastorale e la dottrina della Chiesa sul matrimonio e la vita di coppia.