Bielorussia

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Lech Wałęsa, il primo presidente di una Polonia libera, si dice convinto che per i polacchi tutti i profughi sono altrettanto degni di compassione e aiuto. Anche i vescovi polacchi si sono appellati più volte affinché ai migranti alla frontiera bielorussa venga riconosciuto il diritto internazionale d’asilo. Ma il muro continua a crescere.

I vescovi bielorussi si stringono attorno al loro presidente, l’arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz, e chiedono che “lo spiacevole malinteso venga al più presto risolto” e che “simili incidenti non accadano più”. In una nota pubblicata in lingua bielorussa e russa, la Conferenza dei vescovi cattolici in Bielorussia esprime “profonda preoccupazione” per il fatto che il 31 agosto scorso sia stato negato l’ingresso nel Paese all’arcivescovo Kondrusiewicz, presidente della medesima Conferenza, mentre attraversava il confine al valico di frontiera Kuznica Bialystok-Bruzgi. 

“Azioni inammissibili e illegali. La chiesa è un santuario di Dio, che può essere liberamente visitato da tutti”. Usa parole forti il vicario generale dell’arcidiocesi di Minsk-Mogilev, mons. Yuri Kasabutsky, nel condannare l’azione delle forze dell’ordine, che ieri sera (26 agosto) hanno bloccato l’ingresso e l’uscita della chiesa di San Simone e Sant’Elena, a Minsk. 

“A Minsk e nelle altre città, cittadine e cittadini si battono per valori che conosciamo bene, perché sono a fondamento della nostra Unione: dignità della persona, rispetto dei diritti umani, libertà, democrazia”. Sono parole del presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, al summit Ue straordinario – in videoconferenza – dedicato alla situazione in Bielorussia e presieduto da Charles Michel, presidente del Consiglio europeo. 

<<Possano le vostre mani, create per il lavoro pacifico e il saluto fraterno, non sollevarsi né con armi né con pietre. Lasciate che non prevalga la forza della violenza ma la forza dell'argomentazione, basata sul dialogo nella verità e sull'amore reciproco>>. È il nuovo disperato appello per la pace dell’arcivescovo di Minsk, mons. Tadeusz Kondrusiewicz, che, per una soluzione della crisi, propone la convocazione immediata di uno speciale tavolo di confronto e dialogo tra le parti per decidere il futuro del Paese. Appello anche del vescovo di Vitebsk, mons. Aleh Butkevich: <<C'è solo una via d'uscita: cercare la verità! È importante essere certi e difendere la verità, non l'inganno. Ma la verità non si trova dove c'è violenza>>

(dall’inviata a Minsk)  «La Chiesa ama l’Europa e crede nel suo futuro. L’Europa non è solo una terra, ma è un compito spirituale». Si apre cosi il messaggio finale che i vescovi europei rivolgono da Minsk all’Europa al termine della riunione plenaria nel corso della quale si sono confrontati dal 27 settembre al 1 ottobre sul tema dell’Europa.

La vita della Chiesa in Bielorussia e la pacifica convivenza tra le comunità cattolica ed ortodossa del Paese, come pure tra le altre confessioni religiose, sono state al centro dell’incontro tra Papa Francesco e il presidente della Repubblica di Bielorussia Aleksandr Lukashenko, ricevuto nel Palazzo apostolico vaticano.

Nel corso dei colloqui, proseguiti poi con il cardinale segretario di stato Pietro Parolin, accompagnato dall’arcivescovo Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati, è stato anche sottolineato il ruolo svolto dalla città di Minsk, capitale della Bielorussia, quale sede di alcuni recenti colloqui finalizzati alla ricerca di soluzioni per la pace nella Regione...