Bosnia Erzegovina

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Papa Francesco ha ricevuto in udienza Milorad Dodik, presidente di turno della Presidenza collegiale della Bosnia ed Erzegovina, il quale, successivamente, si è incontrato con card. Pietro Parolin, segretario di Stato, accompagnato dal Rev.mo Mons. Antoine Camilleri, sotto-segretario per i Rapporti con gli Stati.

«Un giudizio che segna un passo verso la giustizia ma che non riconsegna le vittime alle proprie famiglie e che non sana del tutto la malvagità della guerra. Il dolore di tante ferite non si placa solo con un giudizio». Così l’arcivescovo di Sarajevo, il cardinale Vinko Puljić, commenta al Sir la condanna a 40 anni di reclusione inflitta dal Tribunale penale internazionale dell’Aia (Tpi) all’ex-leader serbo bosniaco Radovan Karadzic, giudicato colpevole del genocidio di Srebrenica del 1995 e di altri nove altri capi di imputazione per crimini di guerra. 

Venti anni fa la fine dell'assedio di Sarajevo. Il più lungo della storia moderna, ben 1425 giorni. Nonostante le ferite interne ancora aperte, la Bosnia-Erzegovina, paese nato dagli accordi di Dayton (1995) e diviso su base etnica e religiosa, volge lo sguardo all'Europa nel tentativo di lasciarsi alle spalle il suo tragico passato. Due settimane fa la presentazione di «formale domanda di adesione alla Ue». 

Prima dell’udienza generale di oggi Papa Francesco ha incontrato nello Studio dell’Aula Paolo VI il presidente di turno della presidenza collegiale della Bosnia ed Erzegovina, Dragan Covic, accompagnato da una delegazione del Comitato organizzativo dello Stato e della Chiesa per la visita pastorale che ha compiuto a Sarajevo il 6 giugno scorso.

Papa Francesco ha ricevuto questa mattina in Vaticano il Presidente di turno della Presidenza collegiale della Bosnia ed Erzegovina Dragan Čović. accompagnato da una delegazione del Comitato organizzativo dello Stato e della Chiesa per la visita pastorale compiuta a Sarajevo il 6 giugno scorso. Così il Papa ha ricordato quel giorno.

Su Medjugorje “stiamo per prendere una decisione”. In Europa preferisco visitare i piccoli Paesi, quelli che in passato hanno tanto sofferto. Il volo Sarajevo-Roma è stato breve, ma Papa Francesco non si è sottratto alle domande dei giornalisti. Dopo aver chiarito che sulla questione Medjugorje si sta lavorando da tempo, il Pontefice è tornato a parlare della pace, ribandendo che chi favorisce la guerra con la vendita delle armi, pur parlando di dialogo e intese internazionali, è un ipocrita. A una domanda sui giovani e l’uso di computer e televisione, Papa Bergoglio ha chiarito che ci sono due cose differenti da considerare: le modalità e i contenuti. Il linguaggio virtuale, infatti, è una realtà che non possiamo negare ma deve essere a servizio del progresso dell'umanità, altrimenti diventa una malattia psicologica.