Bosnia Erzegovina

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Un giovane professore di educazione fisica, cattolico, e una ragazza ortodossa: due vite intrecciate dalla scelta di fede, dall’impegno associativo e dalla convinzione che vivere insieme è possibile. Hanno parlato davanti a Papa Francesco, Darko Majstorovic e Nadežda Mojsilović, aprendo l’incontro con i giovani nel centro diocesano Giovanile «Giovanni Paolo II», ultimo atto del viaggio del Papa a Sarajevo.

«Io personalmente e tutti noi vescovi, ma sono certo di parlare a nome di tutta la Chiesa cattolica in Bosnia ed Erzegovina, sentiamo la particolare importanza della cooperazione interreligiosa mediante il dialogo, perché in questo paese viviamo nella diversità per fedi diverse e per appartenenza etnica». A parlare così è il cardinale Vinko Puljic nel suo intervento all’incontro ecumenico e interreligioso nel centro internazionale studentesco francescano. 

La croce della piccola parrocchia di Dezevice, trivellata dai colpi dell'odio di cui è capace l'uomo, svettava sull'altare costruito nello stadio di Kosevo, dove Papa Francesco ha celebrato la santa messa. Il ricordo di un doloroso passato, ma anche il segno di un futuro consapevole e pieno di speranza, un avvenire fatto di pace, che è il progetto che Dio ha per l'umanità. Davanti a migliaia di persone, che hanno partecipato alla celebrazione con grande trasporto e commozione, il Pontefice ha ricordato che la pace "è un lavoro artigianale", che "richiede passione, pazienza, esperienza, tenacia". Eppure oggi la pace, che è dono di Dio e opera della giustizia, appare un miraggio lontano. I tanti focolaidi conflitti armati nel pianeta ci fanno vivere una sorta di terza guerra mondiale a pezzi..

Il volo AZ4000 è atterrato all'aeroporto di Sarajevo ore alle

. E da subito l'ottavo viaggio apostolico di Papa Francesco è entrato nel vivo con l'incontro con le autorità della Bosnia ed Erzegovina, presso il palazzo presidenziale. A 18 anni dalla storica visita di San Giovanni Paolo II, in quella che è definita la Gerusalemme d'Europa per la coesistenza di diverse culture ed etnie, il Pontefice è giunto come pellegrino di pace e di dialogo, per ribadire che "la collaborazione tra le varie religioni in vista del bene comune è possibile, che anche le ferite più profonde possono essere sanate da un percorso che purifichi la memoria e dia speranza per l'avvenire".