Crimea

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Non staremo qui a discutere se il referendum con cui di fatto la Crimea è stata annessa alla Russia sia legittimo o meno. Il principio della autodeterminazione dei popoli ha avuto la sua età dell’oro fra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Poi ci siamo accorti che lasciare libera la popolazione di una regione di decidere a quale stato appartenere crea spesso più problemi di quanti non ne risolve.

(Sir Europa - Bruxelles) - I rapporti Ue-Ucraina ripartono in mattinata dalla firma della parte politica dell'Accordo di associazione con il governo di Kiev, perché «l'Europa sostiene l'Ucraina e la sua sovranità» e «il desiderio di libertà del popolo». Herman Van Rompuy, nel tracciare il bilancio della prima giornata dei lavori del Consiglio Ue, ha valutato quanto accaduto nelle ultime due settimane, dopo il summit straordinario convocato d'urgenza il 6 marzo.

«Come vescovo della diocesi di Odessa-Simferopoli chiedo ai governi dei Paesi in tutto il mondo di fare ciò che è necessario per fermare la Russia di Putin prima che sia troppo tardi per tutto il mondo». È un appello disperato quello che il vescovo di Odessa-Simferopoli, monsignor Bronislav Biernacki fa arrivare oggi all'agenzia Sir.

«Le lotte politiche hanno portato allo scontro e alla divisione tra le persone, anche tra quelli che condividono la medesima fede. È in pericolo l'esistenza dell'Ucraina come stato unitario»: è quanto afferma il patriarca di Mosca Kirill in un lungo messaggio inviato al metropolita luogotenente Onofrio della Chiesa ortodossa russa in Ucraina.

Monsignor Jacek Pyl, vescovo ausiliare della diocesi cattolica di Odessa-Simferopoli: «La Chiesa cattolica non prende posizioni politiche, non sostiene nessun partito. Noi vogliamo solo richiamare al dialogo e ribadire che ogni cambiamento deve avvenire pacificamente, e che solo il dialogo e la preghiera possono risolvere le situazioni e non la violenza e gli scontri».