Estonia

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«Sono popoli che hanno molto sofferto, e per questo il Signore li ha guardati con predilezione. Ne sono sicuro di questo». Così il Papa ha definito i tre Paesi Baltici - Lituania, Lettonia ed Estonia - che ha visitato nei giorni scorsi. E al termine ha annunciato un messaggio ai cattolici di tutto il mondo e ha parlato del recente accordo tra Santa Sede e Cina.

L'Accordo provvisorio con la Cina sulla nomina dei vescovi «l'ho firmato io», «sono io il responsabile». A dichiararlo ai giornalisti, sul volo di ritorno da Tallinn a Roma, è stato il Papa, che - secondo quanto riferisce Vatican news - ha chiesto di «pregare» per chi, «avendo tanti anni alle spalle di clandestinità», oggi non comprende la portata di tale decisione.

Essere il popolo eletto non significa essere «esclusivi, né settari», così come la forza di un popolo non si misura con l'imposizione ma con l'«ascoltare» e il «cercare». Papa Francesco nell'omelia della Messa (testo integrale) celebrata in piazza della libertà a Tallinn, paragona gli Ebrei fuggiti dall'Egitto che raggiungono il monte Sinai all'Estonia e a tutti i Paesi Baltici e ammonisce:  «non avete conquistato la vostra libertà per finire schiavi del consumo, dell'individualismo o della sete di potere o di dominio».

«Dove ci sono bambini e giovani, c'è molto sacrificio, ma soprattutto c'è futuro, gioia e speranza». Lo ha detto il Papa (testo integrale), che nella cattedrale dei Santi Pietro e Paolo di Tallinn ha incontrato gli assistiti delle Opere di Carità della Chiesa: circa 100 persone, assistite in particolare dalla Caritas e dalle Suore di Madre Teresa di Calcutta, tra i quali persone con problematiche di alcool, persone disagiate e ragazze madri.

Nel discorso di Papa Francesco nella cattedrale luterana a Tallinn, si intrecciano sfide che interpellano l’ecumenismo e le nuove generazioni. Dopo aver ascoltato i rappresentanti delle diverse confessioni cristiane presenti in Estonia e le testimonianze di alcuni giovani il Papa ha fatto «mea culpa» per come le Chiese non riescano a parlare al mondo giovanile e ha sottolineato come «dove c’è Gesù c’è sempre rinnovamento» e conversione.

«Buongiorno! Grazie tante per la vostra compagnia, per l’aiuto di questo viaggio, il servizio, per informare la gente che segue il viaggio e che ha qualche interesse». È il saluto a braccio del Papa ai circa 60 giornalisti – di cui nove dei Paesi baltici – a bordo dell’aereo papale, per seguire il 25° viaggio apostolico internazionale di Francesco.