Francia

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Visita questa mattina al cantiere della cattedrale di Notre-Dame del Presidente della Repubblica francese. Ad accompagnarlo c’erano anche l’arcivescovo di Parigi, mons. Michel Aupetit e il rettore della cattedrale mons. Patrick Chauvet.“La speranza”, è il messaggio che la cattedrale vuole dare oggi ad un’Europa in preda all’epidemia. “È giusto cercare tutti i mezzi per fermare la diffusione del virus”. Ma per vincere veramente questa battaglia, "occorre non perdere la speranza”.

Provvedimenti importanti volti a cambiare il rapporto delle istituzioni ecclesiastiche con le vittime, l’organizzazione della Conferenza episcopale affinché “la prevenzione sia iscritta al centro delle attività pastorali”, e i mezzi di indagine sui fatti denunciati perché siano ricostruiti nel modo “più giusto ed efficace”. 

Negli ultimi quattro anni, in Francia, sette preti si sono suicidati. Due si sono tolti la vita quest’anno, entrambi ad agosto. La Conferenza episcopale francese ha avviato un’indagine – la prima in assoluto – sulla salute fisica e mentale dei sacerdoti. La buona notizia è che il 93% ha risposto di essere in “buona salute”. Tra i “nodi” da sciogliere il sovraccarico di lavoro e la depressione

“Nessuna vera libertà senza rispetto e senza fraternità”. Si intitola così la nota pubblicata oggi dai vescovi francesi sugli attacchi islamici che hanno insanguinato la Francia negli ultimi giorni, da quello contro un insegnante a Conflans-Sainte-Honorine all’attentato alla basilica di Nizza il 29 ottobre scorso che ha provocato la morte di tre fedeli cattolici.

Non lasciarsi travolgere dalla logica della disumanità che genera chiusura, violenza e esclusione ed essere invece capaci di perdonare. È un appello al perdono, cuore del Vangelo, il messaggio video che all’indomani dell’attacco di un terrorista alla basilica Notre-Dame di Nizza, il vescovo della città, mons. André Marceau lancia ai fedeli cattolici della sua diocesi. 

“È con grande emozione che ho appena appreso della tragedia che colpisce questa mattina la comunità cristiana delle Alpi Marittime. E ancora una volta la città di Nizza”. Queste le prime parole pronunciate questa mattina dal vescovo di Nizza, mons. André Marceau, a poche ore dal terribile attacco, purtroppo ancora al grido di Allah Akbar, nei pressi della basilica di Notre-Dame, che è costato la vita di tre persone.

Sono ore di grande trepidazione quelle che si stanno vivendo ora in Francia dove c’è stato un attacco all’arma bianca nei pressi della cattedrale di Notre-Dame, a Nizza. Secondo i media, il bilancio dell’attentato sale a 3 morti e diversi feriti. Una donna è stata decapitata e tra le vittime figura anche il custode della basilica, secondo quanto ha fatto sapere in un tweet il sindaco di Nizza Christian Estrosi  aggiungendo che la vittima era un persona “tanto apprezzata dai parrocchiani”.

“La violenza è ovunque nelle nostre società” ma “nulla può giustificare pratiche ispirate al razzismo”. Chiudendo l’assemblea plenaria dei vescovi francesi, il presidente e arcivescovo di Reims, mons. Éric de Moulins-Beaufort, prende la parola sulle manifestazioni che, sulla scia degli Stati Uniti, si stanno svolgendo in Francia in nome di Adama Traoré, il ragazzo di 24 anni nero morto due anni fa, a seguito – così ha stabilito un’inchiesta – della tecnica di immobilizzazione adottata dai gendarmi, quella del “placcaggio ventrale”.