Francia

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Ha accarezzato la foto della ragazzina morta durante la folle corsa del Tir dell’orrore sul lungomare di Nizza, che la madre teneva al petto, accolto l’abbraccio della bambina che ha perso un familiare quella sera di festa del 14 luglio, stretto la mano commosso alla donna musulmana che piangeva un parente ucciso dalla cieca violenza di chi si definiva seguace di Allah. Al termine dell’udienza ai familiari delle vittime dell’attentato di Nizza, in Aula Paolo VI, Papa Francesco ha voluto incontrare personalmente, uno ad uno, chi è stato colpito degli affetti da una violenza che non ha badato “all’origine o alla religione”.

Un martire dei nostri giorni, “un uomo buono e mite”, “assassinato come se fosse un criminale”, un beato al quale possiamo rivolgerci nella preghiera per chiedere “la fratellanza, la pace” e anche “il coraggio di dire la verità: uccidere in nome di Dio è satanico”. Sono le parole che Papa Francesco ha dedicato a padre Jacques Hamel, il sacerdote francese barbaramente ucciso lo scorso 26 luglio, mentre celebrava la messa nella sua parrocchia della diocesi di Rouen. Nella cappella della Casa Santa Marta, durante la consueta celebrazione mattutina, il Pontefice si è rivolto al gruppo di pellegrini venuto dalla Normandia, esprimendo vicinanza ai familiari e alla comunità intera e rimarcando che Gesù è il primo martire, un mistero da cui si dipana tutta la storia del martirio cristiano, fino ad oggi.

«Oggi ci sono cristiani assassinati, torturati, carcerati, sgozzati perché non rinnegano Gesù Cristo», e padre Jacques Hamel «fa parte di questa catena di martiri». Lo ha detto il Papa, nell’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta in suffragio del sacerdote ucciso il 26 luglio nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray.

Quella nata in agosto per le ordinanze di alcuni sindaci contro la presenza in spiaggia di donne con indosso il costume integrale (chiamato «burkini») è una polemica assurda. Nei nostri ordinamenti nessuna legge o ordinanza potrà mai vietare di vestirsi in un certo modo - fatte salve decenza e sicurezza - a seconda dell'intenzione per cui si fa...

«Dobbiamo imparare a vivere insieme, e questo vuol dire anche conoscenza dei simboli di altre culture e loro accettazione quando non ledano le esigenze della sicurezza. La paura dell’abbigliamento delle musulmane mi appare strumentale». Lo afferma monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, in un’intervista al «Corriere della sera».

«I cattolici francesi sono provati» dal brutale assassinio di padre Jacques Hamel, ma «è tutta la Francia, che è stata colpita e quando una chiesa è colpita, quando un sacerdote è assassinato, è la Repubblica che è profanata, perché la Repubblica deve proteggere». Lo ha dichiarato ieri il presidente francese François Hollande, prima del colloquio privato con Papa Francesco, durato circa 40 minuti, secondo quanto riferito da Greg Burke, direttore della sala stampa vaticana.

Papa Francesco ha ricevuto in udienza privata, nel pomeriggio, il presidente francese François Hollande. L’incontro, alla presenza di un interprete, nello studio del Papa accanto all’Aula Paolo VI, è durato circa 40 minuti. Ad accompagnare Hollande c’erano tra gli altri, il ministro degli Interni francese, Bernard Cazeneuve, e l’ambasciatore francese presso la Santa Sede, Philippe Zeller. Hollande ha donato al Pontefice una porcellana di Sèvres, con lo stemma della Francia. Francesco, a sua volta, ha donato al capo di Stato francese una scultura in bronzo, opera dell’artista Daniela Fusco, che intende rappresentare in modo visibile la profezia di Isaia: “il deserto diverrà un giardino”.