Germania

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«25 anni fa, il 9 novembre 1989, cadeva il Muro di Berlino, che per tanto tempo ha tagliato in due la città ed è stato simbolo della divisione ideologica dell'Europa e del mondo intero». Lo ha ricordato, ieri mattina, Papa Francesco, dopo la recita dell'Angelus con i fedeli giunti a piazza San Pietro, che hanno immediatamente applaudito il Pontefice, quando ha ricordato questo anniversario.

Oggi all'Angelus Papa Francesco, ha ricordato la caduta del Muro di Berlino: «25 anni fa, il 9 novembre 1989, cadeva il Muro di Berlino, che per tanto tempo ha tagliato in due la città ed è stato simbolo della divisione ideologica dell’Europa e del mondo intero. La caduta avvenne all’improvviso, ma fu resa possibile dal lungo e faticoso impegno di tante persone che per questo hanno lottato, pregato e sofferto, alcuni fino al sacrificio della vita. Tra questi, un ruolo di protagonista ha avuto il santo Papa Giovanni Paolo II. Preghiamo perché, con l’aiuto del Signore e la collaborazione di tutti gli uomini di buona volontà, si diffonda sempre più una cultura dell’incontro, capace di far cadere tutti i muri che ancora dividono il mondo, e non accada più che persone innocenti siano perseguitati e perfino uccise a causa del loro credo e della loro religione... Servono ponti non muri!».

Ancora oggi è motivo di meraviglia che il crollo del muro di Berlino, uno degli avvenimenti che ha cambiato la storia del mondo, sia avvenuto 25 anni fa, il 9 novembre 1989, senza un morto. Forse perché si è trattato di una rivoluzione germinata spontaneamente nella coscienza popolare, attorno a qualche parrocchia protestante e a mal tollerate, dal regime, associazioni di tutela dei diritti umani; e si fa memoria delle silenziose, pacifiche, massicce manifestazioni di folla.

«Lo sa perché nonostante l’età ricordo perfettamente quei giorni? Perché mai ho cancellato quella sofferenza dalla mia mente». Giancarlo Biagini ha 83 anni, ne aveva appena 13 quando, il 7 marzo del 1944, suo padre Diego fu arrestato dai fascisti e il giorno successivo fu spedito in treno a Mauthausen. 

«"Signore, da chi andremo?". Anche noi, membri della Chiesa di oggi, ci poniamo questa domanda. Anche se essa è forse più titubante nella nostra bocca che sulle labbra di Pietro, la nostra risposta, come quella dell’Apostolo, può essere solo la persona di Gesù». Lo ha scritto Papa Francesco, nel suo messaggio per il Congresso eucaristico nazionale tedesco che si chiude oggi a Colonia, richiamando il motto dell’evento.

Papa Francesco ha ricevuto il Cancelliere Federale di Germania, la Signora Angela Merkel. Durante i cordiali colloqui è stata ricordata la lunga storia dei rapporti che intercorrono tra la Santa Sede e la Germania, soffermandosi su temi di comune interesse, quali la situazione socio-politica, economica e religiosa in Europa e nel mondo. In particolare, si è parlato della tutela dei diritti umani, delle persecuzioni nei confronti dei Cristiani, della libertà religiosa e della collaborazione internazionale per la promozione della pace. Non è mancato, infine, uno scambio di vedute sull'Europa quale Comunità di valori e sulla sua responsabilità nel mondo, auspicando l'impegno di tutte le componenti civili.

Un parroco ci scrive a proposito della decisione della Conferenza episcopale tedesca di negare i sacramenti a chi chiede la cancellazione dai registri statali dei cattolici e ci racconta la sua esperienza da missionario in Rwanda.