Grecia

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Oggi, al termine dell'udienza generale in piazza San Pietro, Papa Francesco ha detto: “Sabato prossimo mi recherò nell’isola di Lesbo, dove nei mesi scorsi sono transitati moltissimi profughi. Andrò, insieme con i miei fratelli il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo e l’Arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia Hieronymos, per esprimere vicinanza e solidarietà sia ai profughi sia ai cittadini di Lesbo e a tutto il popolo greco tanto generoso nell’accoglienza. Chiedo per favore di accompagnarmi con la preghiera, invocando la luce e la forza dello Spirito Santo e la materna intercessione della Vergine Maria”.

Nelle strutture Caritas a Lesbo sono tutti in attesa della visita del Papa il 16 aprile. Sono in maggioranza famiglie con bambini, donne incinte, persone con disabilità, anziani, persone vulnerabili. Dall'inizio di dicembre ad oggi Caritas Hellas ha ospitato più di 5.000 persone e tuttora ne sostiene, anche con la distribuzione di sacchi a pelo, indumenti, prodotti per l'igiene e per i bambini, oltre 3.000.

Sabato 16 aprile papa Francesco, il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I e Sua Beatitudine  Hieronymos, arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia si ritroveranno nell'isola di Lesbo, nel Mar Egeo, divenuta in questi mesi meta di migliaia di rifugiati in fuga dai paesi in guerra. Scopo della iniziativa  è «contribuire alla presa di coscienza della comunità internazionale» di un problema umanitario.

Il Patriarca Bartolomeo I sarà con Papa Francesco e Sua Beatitudine Hieronymos, arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia, nei prossimi giorni nell’isola di Lesbo nel Mar Egeo, per sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale sul problema dei rifugiati e dei cristiani perseguitati e sollecitare le istituzioni politiche competenti a prendere azioni mirate per risolvere il problema. L'annuncio è del Patriarcato ecumenico, ma padre Lombardi si mantiene cauto.

Il Consiglio europeo del 17-18 marzo ha portato a un'intesa tra i 28 e il governo di Ankara. Molti i dubbi sulla sua concreta applicabilità. Davutoglu parla di passaggio storico, mentre Tusk smorza i toni. Ma all'Europa manca ancora una reale e complessiva strategia per affrontare l'emergenza-profughi.

«Oggi la Macedonia ha chiuso completamente la frontiera e non si sa se è una decisione temporanea oppure questa è la fine della rotta balcanica»: lo ha spiegato ieri al Sir Rino Pistone, coordinatore migranti della Caritas Hellas per la Grecia del Nord, che si reca ogni giorno a Idomeni, il campo profughi alla frontiera dalla parte greca, a 80 chilometri da Salonicco.