Grecia

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Uno scoglio in mezzo al mare, approdo per tanti disperati in fuga dalla guerra. Papa Francesco è voluto essere tra i profughi dell’isola greca di Lesbo, un viaggio segnato dalla tristezza – ha detto ai giornalisti durante il volo – per incontrare la catastrofe più grande dopo la seconda guerra mondiale. Atterrato all’aeroporto internazionale di Mytilene, il Pontefice è stato accolto dal primo ministro Alexis Tsipras, che ha espresso gratitudine “per il suo messaggio contro la guerra. E per invocare l’accoglienza in un momento in cui altri leader alzano barriere in Europa”. 

La giornata di Francesco a Lesbo con Bartolomeo I e Ieronymos II. Il messaggio ai rifugiati del «Mòria refugee camp»: «Non siete soli». E ancora: «Non perdete la speranza». Il gesto delle corone di fiori in mare. La decisione di accompagnare a Roma con l’aereo papale tre famiglie di rifugiati dalla Siria, 12 persone in tutto, di cui 6 minori

Nel corso dell’incontro al porto di Mytilene con la cittadinanza e la comunità cattolica per fare memoria delle vittime delle migrazioni, Papa Francesco ha recitato, dopo l’arcivescovo Ieronymos e il patriarca Bartolomeo I, una preghiera di cui pubblichiamo il testo integrale. Al termine, i tre leader religiosi hanno gettato tre corone di fiori in mare.

«I migranti, prima di essere numeri, sono persone, sono volti, nomi, storie». Ad affermarlo è oggi Papa Francesco, nel discorso tenuto al presidio della guardia costiera nel porto di Mytilene incontrando con il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I e con l’arcivescovo di Atene Ieronymos le autorità, la cittadinanza e la comunità cattolica di Lesbo per fare memoria delle vittime delle migrazioni.