Grecia

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«Il Consiglio europeo ritornerà sul fascicolo della migrazione in tutti i suoi aspetti in occasione del Consiglio europeo di marzo per consolidare ulteriormente l’attuazione congiunta europea della nostra strategia globale in materia di migrazione»: sono le parole conclusive della «Dichiarazione finale» – diffusa nella notte – del summit svoltosi ieri nella capitale belga.

(Bruxelles) «Dobbiamo agire oggi. Non domani. Sono troppe le vite umane in pericolo. Dobbiamo agire insieme, per questa emergenza umanitaria. E già da oggi dobbiamo prevenire crisi umanitarie nel futuro, dentro l’Ue e al di fuori dei nostri confini». Il commissario europeo Christos Stylianides illustra le decisioni assunte oggi dal Collegio in relazione all’emergenza-migranti, che prevedono tra l’altro una nuova e specifica assistenza finanziaria ai Paesi Ue più esposti agli arrivi di migranti.

Quello che sta avvenendo nell’Est europeo è una «crisi umanitaria che va affrontata come tale». Si tratta di «un’emorragia continua» ma «la comunità internazionale resta inerte e non affronta le cause a monte di questa tragedia umana». Lo sostiene don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, che con le Caritas dell’Est Europa e il sostegno di tutta la rete europea sta cercando di portare aiuti a «questa marea umana priva di tutto»: «generi alimentari, acqua, materiale per l’igiene, pannolini per i neonati, ma soprattutto una parola di conforto nei tanti bivacchi di fortuna che si incontrano nelle città di questi Paesi.

Solo nello scorso weekend del 22-23 agosto 7mila persone sono passate attraverso il territorio macedone in Serbia, per poi proseguire il cammino in Ungheria e giungere in Germania o Francia. Migliaia di migranti sono rimasti accampati nella piccola stazione ferroviaria di Gevgelija. Le voci di chi è in prima linea. Il sostegno della piccola Caritas macedone.

Il processo di pace in Colombia, la bellezza e la ricchezza della Chiesa in America Latina, la crisi in Grecia. In un'ora di colloquio con i giornalisti, in volo tra Asuncion e Roma, Papa Francesco ha risposto a quattordici domande, spaziando in diversi ambiti. Parlando della situazione in cui riversa Atene, il Pontefice ha sottolineato che parte della responsabilità è dei passati governi, auspicando - allo stesso tempo - una reale soluzione del problema e un processo di controllo anche per gli altri paesi a rischio. "La Chiesa in America Latina - ha detto poi - è giovane e con una certa freschezza e può offrire tanto a tutti noi".

A cominciare dalla creazione di un fondo fiduciario (asset patrimoniali ellenici da privatizzare per un valore di 50 miliardi) a garanzia del rispetto degli accordi e per ripagare i creditori. Altre misure: innalzamento dell'età pensionabile; revisione dell'Iva; taglio della spesa per la Pubblica amministrazione; avvio delle privatizzazioni; eliminazione dei privilegi fiscali (armatori e isole dell'Egeo)