Italia

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Nel corso della cerimonia al Quirinale per lo scambio di auguri con rappresentanti delle Istituzioni, delle forze politiche e sociali, il Capo dello Stato ha sottolineato come ci sia un'Europa di cui si parla poco «quella radicata nelle attese dei nostri giovani, nel loro modo di pensare, di vivere, di guardare al futuro».

(Bruxelles) «La Commissione europea non è nemica del popolo italiano, come qualcuno voleva dipingerci»: Pierre Moscovici, commissario all'economia e alle politiche monetarie, interviene al termine della riunione del collegio che ha deciso di evitare all'Italia la procedura d'infrazione. E mentre affronta alcuni aspetti tecnici della decisione assunta, invia messaggi politici, parlando fra l'altro di «insidie» nei conti pubblici italiani. 

Il lungo e logorante tira e non molla intorno alla cosiddetta manovra economica del governo gialloverde, bocciata in prima istanza dalla Commissione europea, è frutto di promesse irresponsabili, tenendo conto della situazione del Paese (probabilmente di nuovo in recessione) e dei vincoli europei.

Antonio Marchesi, presidente di Amnesty international Italia, durante la presentazione del rapporto annuale su «La situazione dei diritti umani nel mondo», ha denunciato l'aumento di mortalità nel Mediterraneo tra quanti cercano di emigrare e l'aumento di quanti sono reclusi nei centri di detenzione in Libia, accusando il governo italiano di essere «complice non solo moralmente ma anche dal punto di vista del diritto internazionale».

In Europa - secondo il rapporto Amnesty 2018 - l'anno è stato caratterizzato «dall'aumento dell'intolleranza, dell'odio e della discriminazione, in un contesto di progressivo restringimento degli spazi di libertà per la società civile». Richiedenti asilo, rifugiati e migranti sono stati «respinti o abbandonati nello squallore mentre gli atti di solidarietà sono stati criminalizzati».

Racconta di «italiani incattiviti» da una crisi che non passa e dall'attesa di un cambiamento miracoloso il 52° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese, presentato oggi a Roma. C'è bisogno di una classe dirigente responsabile, competente e capace di progettare il futuro e gli italiani devono rendersi conto che devono molto all'Europa, anche in termini economici. La scomparsa dei «migranti economici» e la mappa dell'integrazione.