Italia

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«Fare una guerra in Libia adesso sarebbe un gravissimo e imperdonabile errore che porterebbe ricadute devastanti per il nostro Paese, sia per la sicurezza dei cittadini sia per le conseguenze su una ripresa economica ancora assai timida e debole – dichiara in una nota Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano lavoratori (Mcl) – La guerra non è mai la soluzione: dietro di sé lascia solo odio, miseria e barriere ancora più alte fra i popoli. Non scherziamo, quindi, sulla parola guerra!».

«Al 1° gennaio 2016 la popolazione in Italia è di 60 milioni 656mila residenti (-139mila unità). Gli stranieri sono 5 milioni 54mila e rappresentano l’8,3% della popolazione totale (+39mila unità). La popolazione di cittadinanza italiana scende a 55,6 milioni, conseguendo una perdita di 179mila residenti». La fotografia della popolazione italiana viene dall’Istat, con i dati riferiti a tutto il 2015.

Il presidente iraniano Rohani a Roma per lanciare il dopo-sanzioni. Accordi per 17 miliardi, ma sul tavolo anche la lotta al terrorismo dello Stato islamico e i rapporti con l'Ue. Il disgelo passa anche attraverso la discussione intorno ai diritti umani. Dopo gli incontri con Mattarella e Renzi, Rohani rende visita a Papa Francesco. Indiscrezioni parlano di un invito al Pontefice a recarsi in Iran. Prossima tappa Parigi.

Dal 1991, in Italia, ogni edizione vede coinvolta particolarmente una regione ecclesiastica per sostenere e valorizzare le attività a favore del mondo della mobilità: emigrati italiani, immigrati e rifugiati, rom e sinti, fieranti e circensi. Quest’anno la regione scelta dalla Commissione episcopale per le migrazioni della Cei e dalla Fondazione Migrantes è il Lazio.

I dati demografici - riferiti ai primi 8 mesi del 2015 - recentemente pubblicati dall’Istat, danno da pensare.  Infatti, su base annua, aumentano sensibilmente i decessi e si riscontra un ulteriore contrazione delle nascite. Al punto che nel 2015  il saldo naturale finale della popolazione italiana, potrebbe registrare una diminuzione di circa 126mila persone. Dunque un saldo negativo. Il parere di Gian Carlo Blangiardo, ordinario di demografia all’Università Bicocca di Milano.

Il Capo dello Stato nel suo primo messaggio di fine anno agli italiani ha deciso di non parlare in politichese, di non occuparsi del Palazzo e delle sue logiche di potere, di non lanciare messaggi palesi o sibillini alle forze politiche o alle altre cariche dello Stato. Piuttosto,  per il suo discorso ha scelto un taglio sociale. Meglio, antropologico.

«Il ruolo nuovo della Chiesa e, in particolare, di Papa Francesco possono suscitare grande consenso esteriore senza modificare le coscienze». Lo pensa Nando Pagnoncelli, presidente dell’Istituto di ricerche di mercato e sondaggi d’opinione «Ipsos» e docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che, a partire dall’esperienza maturata in tanti anni di lavoro, offre una chiave di lettura originale per la comprensione degli italiani.

«Una società a bassa consistenza e con scarsa autopropulsione: una sorta di ‘limbo italico’ fatto di mezze tinte, mezze classi, mezzi partiti, mezze idee e mezze persone». Questa la sintesi della realtà sociale italiana, che emerge nel 49° Rapporto Censis, presentato questa mattina, presso la sede del Cnel, a Roma, da Massimiliano Valerii, direttore generale Censis, e Giuseppe De Rita, presidente Censis.