Milano

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(dall'inviata a Milano) - «Ti chiediamo perdono per il modo in cui abbiamo abusato della terra sprecando le sue risorse, riducendone ampie zone a discarica e deserto». Le Chiese cristiane in Italia chiedono perdono per tutte le volte che gli uomini hanno abusato del Creato. Lo hanno fatto ieri sera nel corso di una commovente preghiera ecumenica che si è svolta a Milano nella basilica di S. Ambrogio, nell'ambito del convegno Cei sulla custodia del Creato. Una sentita invocazione di perdono intervallate dal canto del Kyrie eleison, intonato dal coro della Chiesa ortodossa russa.

Il Coni ha inviato una lettera al Comitato olimpico internazionale presentando la candidatura unitaria di Cortina e di Milano alle Olimpiadi invernali del 2026. Un passo che ovviamente ha scatenato l'ira di Torino - esclusa a meno di sorprese dell'ultimo minuto -, la felicità di Lombardia e Veneto e la polemica politica.

«Il cieco nato e guarito ci rappresenta quando non ci accorgiamo che Gesù è la luce, è la luce del mondo, quando guardiamo altrove, quando preferiamo affidarci a piccole luci, quando brancoliamo nel buio». Lo ha spiegato il Papa, durante l’Angelus di ieri, al quale hanno partecipato – secondo la Gendarmeria Vaticana – 25mila persone.

Al termine della preghiera dell'Angelus il Papa ha detto: «Vorrei ringraziare il Cardinale Arcivescovo e tutto il popolo milanese per la calorosa accoglienza di ieri. Veramente mi sono sentito a casa, e questo con tutti, credenti e non credenti. Vi ringrazio tanto, cari milanesi, e vi dirò una cosa: ho constatato che è vero quello si dice: “A Milan si riceve col coeur in man!”.»

La preghiera, i colori vivaci delle coreografie che hanno animato l’appuntamento allo stadio Meazza, la voglia e la gioia di crescere insieme, coltivando l’amicizia con Gesù. La lunga giornata di Papa Francesco a Milano e nelle terre ambrosiane si è conclusa con i cresimandi e i cresimati, in un dialogo aperto con domande formulate da un ragazzo, da una coppia di genitori e da una catechista. Circondato da sorrisi allegri e spontanei, il Pontefice ha insistito sulla dimensione del tempo, da trascorrere insieme soprattutto in famiglia, giocando; sull’educazione, che dovrebbe essere multiforme, basata sul pensare-fare-sentire; e sul senso dello stupore, che oggi rischia di essere scheggiato dall’uso costante della tecnologia...

In un mondo dove “tutto sembra ridursi a cifre”, mentre la vita di tanti si tinge di “precarietà e insicurezza”, non possiamo rimanere meri spettatori, nella speranza che smetta di piovere. Nel parco di Monza, divenuto per l’occasione una suggestiva cattedrale a cielo aperto, Papa Francesco ha celebrato la messa, secondo il rito della Chiesa di Milano, nella solennità dell’Annunciazione del Signore. Come Maria, anche noi oggi possiamo essere presi dallo smarrimento, in tempi in cui si “specula sulla vita, sul lavoro, sulla famiglia, si specula sui poveri e sui migranti; si specula sui giovani e sul loro futuro”.