Macedonia

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«Come cristiani, la nostra vocazione e missione è essere segno e strumento di unità, e possiamo esserlo, con l'aiuto dello Spirito Santo, anteponendo ciò che ci unisce a ciò che ci ha diviso o ancora ci divide». Con queste parole il Papa ha commentato uno dei momenti del viaggio in Bulgaria: l'incontro con il patriarca della Chiesa ortodossa bulgara Neofit e i membri del Santo Sinodo, definito «un passo avanti sulla via della fraternità».

Come di consueto al ritorno dal suo viaggio apostolico il Papa ha risposto ai giornalisti sul volo che lo riportava a Roma. Ha detto di esserstato toccato dalla tenerezza con cui le suore di Madre Teresa assistono i poveri ed edificato dai colloqui con i patriarchi ortodossi. Sulla canonizzazione del card. Stepinac quello che interessa è la verità. Per il Papa il lavoro della commissione per il diaconato femminile è ancora lungo.

Francesco, nella sua ultima tappa a Skopje, ha incontrato ieri i sacerdoti e le loro famiglie nella Cattedrale del Sacro Cuore di Gesù a Skopje. Nelle sue parole la grazia di respirare insieme a due polmoni, il rifiuto del carrierismo e del complesso di inferiorità, l'esortazione ad essere quel profumo capace di lasciare nella Chiesa e nel mondo un'impronta inconfondibile. Infine il richiamo alla tenerezza.

Nel primo discorso in Macedonia del Nord, Papa Francesco ripercorre la cultura millenaria del  Paese che, oltre ad essere un esempio di «convivenza serena», ha offerto accoglienza e un «valido riparo» a profughi e migranti. Francesco ha ricordato l'esempio di «una grande donna» nata a Skopje: Santa Madre Teresa di Calcutta

Il direttore ad interim della Sala Stampa Vaticana ha fornito oggi alcuni dettagli sul viaggio apostolico di Francesco in Bulgaria e Macedonia del Nord. Attese 7-8mila persone alla Messa a Sofia. Nella visita privata al campo profughi «il Papa riceverà i disegni dei bambini». 242 le Prime Comunioni a Rakovsky