Macedonia

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Il direttore ad interim della Sala Stampa Vaticana ha fornito oggi alcuni dettagli sul viaggio apostolico di Francesco in Bulgaria e Macedonia del Nord. Attese 7-8mila persone alla Messa a Sofia. Nella visita privata al campo profughi «il Papa riceverà i disegni dei bambini». 242 le Prime Comunioni a Rakovsky

Il referendum sul nuovo nome della Macedonia (Macedonia del Nord) e sull'integrazione del Paese balcanico in Ue e nella Nato, svoltosi ieri, 30 settembre, è fallito. Lo dimostrano i risultati di un'affluenza insufficiente pari al 36,9%. Lo spoglio invece dimostra la vincita del «sì» con circa il 92% dei votanti.

La notizia del raggiunto accordo tra Skopje e Atene sul nome della Macedonia che dovrebbe diventare «Repubblica Macedonia del Nord» è stata accolta con interesse in Europa, così pure ai vertici Nato e Onu, le organizzazioni internazionali che hanno contribuito a risolvere la questione.

Alla preghiera del Regina caeli, in piazza San Pietro, Papa Francesco ha lanciato un appello per il Venezuela:

“Cari fratelli e sorelle, non cessano di giungere drammatiche notizie circa la situazione in Venezuela e l’aggravarsi degli scontri, con numerosi morti, feriti e detenuti. Mentre mi unisco al dolore dei familiari delle vittime, per le quali assicuro preghiere di suffragio, rivolgo un accorato appello al Governo e a tutte le componenti della società venezuelana affinché venga evitata ogni ulteriore forma di violenza, siano rispettati i diritti umani e si cerchino soluzioni negoziate alla grave crisi umanitaria, sociale, politica ed economica che sta stremando la popolazione. Affidiamo alla Santissima Vergine Maria l’intenzione della pace, della riconciliazione e della democrazia in quel caro Paese...."

Un appello ad evitare «ogni ulteriore forma di violenza», rispettare i diritti umani e cercare «soluzioni negoziate» che ristabiliscano la pace in Venezuela. A rivolgerlo è stato il Papa, durante la preghiera mariana del Regina Coeli recitata a conclusione della festa in piazza San Pietro per i 150 anni dell’Azione Cattolica.

Lesbo, l’isola in cui arriva il Papa (programma), è stata finora forse la porta più importante da cui i profughi entravano in Europa. Ed è stata anche il varco meno insicuro visto che per arrivarci bastava attraversare i dieci, quindici chilometri del tratto di mare che separa questa isola greca dalla costa della Turchia che si lascia alle spalle. Si dice che negli anni scorsi la metà degli ottocentomila profughi che sono giunti in Grecia abbiano fatto tappa a Lesbo.

Il Consiglio europeo del 17-18 marzo ha portato a un'intesa tra i 28 e il governo di Ankara. Molti i dubbi sulla sua concreta applicabilità. Davutoglu parla di passaggio storico, mentre Tusk smorza i toni. Ma all'Europa manca ancora una reale e complessiva strategia per affrontare l'emergenza-profughi.