Malta

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Reintrodurre la protezione umanitaria; abrogare la norma riguardante la residenza dei richiedenti asilo; ristabilire un sistema nazionale di accoglienza; abrogare le norme riguardanti i divieti per le navi impegnate nei salvataggi: sono queste le principali richieste dell'appello al parlamento e governo presentato oggi a Roma dalla campagna «Io accolgo», che riunisce una cinquantina delle principali organizzazioni che si occupano di accoglienza migranti.

«Dopo 14 giorni di inutili sofferenze, i 356 sopravvissuti a bordo di #OceanViking sbarcheranno a #Malta». Lo annuncia su Twitter Medici Senza Frontiere, che assieme a Sos Mediterranée è alla guida dell’imbarcazione che ha compiuto diversi interventi nel Mediterraneo per salvare migranti in balia del mare. 

«I problemi del Mediterraneo non sono diminuiti. Sono aumentati». È quanto - a parere del presidente della Comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo - dimostra la vicenda del mercantile El Hiblu arrivato questa mattina a La Valletta dopo essere stato «dirottato» in mare con a bordo 108 persone, 19 donne e 12 bambini.

La Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) ha dato la disponibilità al ministero dell'Interno per l'accoglienza di alcuni dei profughi della Sea-Watch che arriveranno nel nostro Paese. Alcuni andranno a Scicli, in Sicilia, dove la Federazione ha una struttura. Altri saranno collocati in strutture della diaconia valdese. Luca Negro, presidente della Fcei: «Che si tratti di corridoi umanitari o di persone salvate in mare, quello che conta è la vita umana».

Il premier di Malta, Joseph Muscat, ha annunciato che è stato raggiunto un accordo in sede europea per per ripartire i migranti delle navi Sea Watch e Sea Eye da settimane in mare con 49 persone a bordo. I migranti verranno poi redistribuiti tra 8 Paesi Ue, tra cui l'Italia. La portavoce di Sea Watch: contenti per la decisione, ma 20 giorni in mare sono troppi.