Polonia

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Prima di raggiungere la Tauron Arena di Cracovia dove lo aspettavano i 20mila volontari della Giornata mondiale della Gioventù per l’ultima tappa del suo viaggio in Polonia, Papa Francesco si è affacciato ancora una volta dalla finestra dell’arcivescovado di via Franciszkanska, per salutare i numerosi giovani di vari paesi e fedeli polacchi che erano in attesa, nonostante la pioggia battente. In spagnolo ha ringraziato per la compagnia e per la calorosa accoglienza di questi giorni, che ha sfidato anche il maltempo, e poi ha impartito la sua benedizione.

Sul volo di ritorno da Cracovia, per la Giornata mondiale della gioventù e la visita alla Polonia, Papa Francesco ha incontrato i giornalisti e risposto ad alcune domande. E’ così tornato a commentare il barbaro assassinio del parroco francese in Chiesa, durante la messa, compiuto da due terroristi legati all’autoproclamato Stato islamico. “Non si può dire, e credo che non sia vero e non sia giusto, che l’islam sia terrorista” ha detto.

Solo un appunto mi sentirei di fare davvero a cuore aperto: non si possono organizzare allo stesso modo una Gmg a Madrid come a Cracovia. Muovere migliaia di persone avendo a disposizione undici linee metropolitane, non è come farlo potendo contare solo su poche linee di tram. E comunque è arrivato il tempo di ripensare anche allo schema generale di ciò che si fa. Non si può tenere per sempre una formula che (seppure vincente) dura da almeno tre decenni.

Sul volo che lo riportava a Roma dopo i quattro intensi giorni in Polonia, Papa Francesco ha risposto alle domande dei giornalisti che hanno spaziato come di consueto su tanti temi, oltre quelli della Gmg, dal rapporto tra Islam e terrorismo alle accuse di pedofilia al card. Pell, dalla mediazione della Santa Sede per il Venezuela a ciò che accade in Turchia (testo integrale).

Questa Giornata mondiale della gioventù a Cracovia è stata una “ossigenazione” spirituale “perché possiate vivere e camminare nella misericordia una volta ritornati ai vostri paesi e alle vostre comunità”. Papa Francesco lo ha detto ai quasi due milioni di giovani protagonisti della messa di chiusura nel Campus Misericordiae, prima della recita della preghiera mariana dell’angelus. Una preghiera recitata guardando l’immagine della Vergine Maria venerata da San Giovanni Paolo II nel santuario polacco di Kalvaria. Una Vergine, ha spiegato il Papa, che ci insegna a fare come lei “non disperdere il dono ricevuto in Polonia, ma custodirlo nel cuore, perché germogli e porti frutto, con l’azione dello Spirito Santo. E Francesco ha annunciato che la prossima Gmg sarà a Pnama nel 2019.

Inviati nel mondo come discepoli e testimoni della misericordia di Dio, forti dell’esperienza di una Giornata mondiale della gioventù che comincia oggi e continua domani, a casa, “perché è lì che Gesù vuole incontrarti d’ora in poi” e che il suo Vangelo sia il tuo “navigatore” sulle strade della vita. Sono i giovani della Gmg 2016 di Cracovia, quasi due milioni alla messa di chiusura al Campus Misericordiae, molti dei quali hanno dormito con un tetto di stelle sulla grande spianata di Wieliczka. Papa Francesco li ha idealmente abbracciati dalla papamobile, prima di spezzare per loro il pane della Parola di Dio, l’incontro tra Gesù e Zaccheo.