Polonia

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Prima di raggiungere il Campus misericordiae per la veglia con i giovani della Gmg 2016, il Papa si è fermato per una breve visita nella Chiesa di San Francesco a Cracovia, dove si venerano le reliquie di due martiri Francescani polacchi, i Beati Zbigniew Strzałkowski e Michał Tomaszek, uccisi nel 1991 in Perù dai guerriglieri maoisti di “Sendero luminoso”. Qui ha pronunciato una preghiera per la pace, perché il mondo sia liberato dalla “piaga del terrorismo”. Erano presenti anche alcuni familiari dei martiri.

Una marea colorata di centinaia di migliaia di giovani cuori ha accolto Papa Francesco nel Campus misericordiae, alla periferia di Cracovia, per la veglia di preghiera della 31esima Giornata mondiale della gioventù. Nella luce soffusa della sera, la papamobile, sulla quale il Pontefice ha accolto anche alcuni ragazzi, lo ha portato ad abbracciare più di un milione di giovani di tutto il mondo raccolti nella grande spianata fino alla Porta santa, che il Papa ha attraversato tenendo la mano a 6 giovani.

Gesù desidera una Chiesa in uscita, che vada nel mondo, e sacerdoti che escono da se stessi, e bruciano del desiderio di testimoniare e di raggiungere gli altri. Nel nuovo Santuario di san Giovanni Paolo II che ha sempre invitato la Chiesa ad “Aprire le porte”, Papa Francesco ha tracciato un profilo del buon pastore, celebrando la messa con i sacerdoti e religiosi polacchi. 

Nel tempio completato nel 2015, ad un chilometro dal Santuario della Divina Misericordia, circondato dai mosaici di padre Rupnik, il Papa ha ricordato con il Vangelo di Giovanni che Gesù risorto, la sera di Pasqua, è entrato nel luogo dov’erano i discepoli, che aveva le porte chiuse.

Dopo il venerdì della croce, alla Giornata mondiale della gioventù di Cracovia è il sabato della misericordia. Papa Francesco lo ha iniziato visitando il cuore della devozione alla Divina Misericordia, il Santuario ad essa dedicato che sorge a Lagiewniki, quartiere a sud di Cracovia, visitato ogni anno da due milioni di pellegrini da tutto il mondo. Arrivato al convento della Congregazione delle suore di Nostra Signora della Misericordia, dove visse e morì santa Faustina Kowalska, la fragile mistica apostola della Divina Misericordia, il Pontefice è entrato nella cappella dove riposa la santa e si è raccolto in preghiera davanti alla tomba.

Dopo l’orrore di Auschwitz-Birkenau, il dolore dei bambini ricoverati nell’ospedale pediatrico universitario di Cracovia. Il venerdì di Papa Francesco in Polonia è proseguito, nel pomeriggio, con la visita del nosocomio che cura ogni anno 30 mila bambini degenti e 200 mila in ambulatorio. Nell’atrio Il Papa è stato accolto da una cinquantina di piccoli malati con i loro genitori. Francesco li ha salutati uno per uno, li ha accarezzati, ha ricevuto in dono alcuni disegni, poi, dopo il discorso, ha raggiunto il reparto emergenze per visitare altri bimbi. 

Una Via Crucis diventata “Via della Misericordia”, con la Croce delle Giornate mondiali della Gioventù che è stata portata in ogni stazione, sulla spianata di Buonie Blonia a Cracovia, da un diverso gruppo di giovani appartenenti ad associazioni, movimenti ecclesiali e ordini religiosi con il carisma della solidarietà e dell’accoglienza. Dalla Comunità di Sant’Egidio ad Aiuto alla Chiesa che soffre, dalla comunità dell’Arche alle missionarie della carità di Madre Teresa, fino alle polacche Hospice San Lazzaro e l’Ospedale domestico contro lo sfruttamento della prostituzione, hanno animato le 14 stazioni portando la loro testimonianza sulle 14 opere di misericordia, corporale e spirituale.

Dopo aver benedetto i giovani della Via Crucis della Gmg di Cracovia, nella spianata di Blonie, Papa Francesco è tornato alla sua residenza in arcivescovado, e poco dopo si è affacciato ancora una volta dalla finestra che da su via Franziskanska. Ai tanti giovani presenti, molti anche i malati, senza tetto e disabili, ha raccontato il suo venerdì nel dolore, dai bambini dell’ospedale pediatrico ad Auschwitz, e si è chiesto, riferendosi al campo di sterminio, come noi uomini, creati a somiglianza di Dio, siamo capaci di fare queste cose. Un crudeltà, ha aggiunto il Pontefice, che non è finita.