Spagna

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«Come cittadini e cristiani siamo esterrefatti e indignati della decisione del ministro degli interni Matteo Salvini, che impedisce alla nave Aquarius di portare in salvo nei porti italiani 629 migranti salvati in acque territoriali libiche». Comincia così la lettera-appello indirizzata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dalla Conferenza degli istituti missionari italiani (Cimi), dal Segretariato unitario di animazione missionaria (Suam) e dalla Commissione Giustizia, Pace e Integrità del Creato (Gpic) della Cimi. 

Ci vorranno circa tre giorni perché i 629 migranti (tra cui donne incinta e un centinaio di minori non accompagnati), soccorsi in mare lo scorso sabato 9 giugno, possano raggiungere a bordo della Aquarius il porto di Valencia. Lo comunica l'Ong Sos Mediterranée.

Il Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) esprime forte preoccupazione «per la gestione irresponsabile della situazione dei migranti a bordo dell'Aquarius che ha ritardato l'individuazione di un porto sicuro, mettendo potenzialmente a rischio la vita stessa delle persone».

Cambio di governo in Spagna: in Parlamento la mozione di sfiducia contro il premier Mariano Rajoy ha raccolto 180 consensi. I voti contrari sono stati 169, una l'astensione. La guida dell'esecutivo passa automaticamente a Pedro Sanchez, segretario generale del Psoe, il partito che ha presentato la mozione in Parlamento.

Appuntamento a Madrid. Sarà la città spagnola ad ospitare il prossimo incontro europeo dei giovani promosso dalla comunità ecumenica di Taizé. Ad annunciarlo è stato il priore della comunità, fr. Alois, parlando sabato scorso, nella quotidiana meditazione serale, ai giovani riuniti dal 28 dicembre al 1° gennaio a Basilea.

Le tre forze indipendentiste che già governavano il «Parlament» catalano uscente incassano la maggioranza assoluta dei seggi, 70 su 135, ma non dei voti, arrivando al 47,5 per cento. Il primo partito è il centrista unionista di Ciudadanos con 37 seggi. Il futuro si prospetta complicato: la posta in gioco ora è trovare una formula di governo capace di soddisfare la volontà dei votanti.

«La Dichiarazione d’indipendenza unilaterale del 27 ottobre scorso ha significato la rottura dell’ordine costituzionale che come spagnoli ci siamo dati quarant’anni fa». Così l’arcivescovo di Valladolid e presidente della Conferenza episcopale spagnola, card. Ricardo Blázquez Pérez, nel suo discorso di fronte ai confratelli spagnoli riuniti in assemblea plenaria a Madrid da stamane.