Turchia

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Una “porta stretta”, che in tanti proveranno a passare e che solo in pochi ci riusciranno. Quella della liturgia domenicale è una delle pagine del Vangelo che appaiono più dure, ma spiegandola all’Angelus il Papa ha subito assicurato: la porta della salvezza “non è questione di numero” e il fatto che sia stretta non è perché sia “oppressiva”, ma perché Gesù, usando questa immagine, invita tutti a “restringere e contenere” orgoglio e paura. “La porta della misericordia di Dio – ha ripetuto Francesco – è sempre spalancata per tutti! Dio non fa preferenze, ma accoglie sempre tutti, senza distinzioni”. 

Sul volo che lo riportava a Roma dopo i quattro intensi giorni in Polonia, Papa Francesco ha risposto alle domande dei giornalisti che hanno spaziato come di consueto su tanti temi, oltre quelli della Gmg, dal rapporto tra Islam e terrorismo alle accuse di pedofilia al card. Pell, dalla mediazione della Santa Sede per il Venezuela a ciò che accade in Turchia (testo integrale).

La risposta durissima del presidente Recep Tayyip Erdogan non si è fatta attendere contro tutti coloro considerati complici del predicatore Fethullah Gulen, ritenuto la vera mente del golpe. Ma come stanno vivendo questi giorni i circa 100mila cristiani di Turchia? A raccontarlo sono l’arcivescovo latino di Izmir (Smirne), il domenicano Lorenzo Piretto, e il vicario apostolico di Istanbul, Rubén Tierrablanca Gonzalez.

Dopo Bruxelles, un altro aeroporto finisce sotto attacco. Ieri è toccato allo scalo «Ataturk» di Istanbul, la più grande metropoli della Turchia. Il bilancio della strage è di almeno 36 morti e oltre 140 feriti. Potrebbe essere la risposta del Califfo al Baghdadi, al Sultano turco Erdogan, che dopo aver sostenuto più o meno apertamente l'Isis, ora ha scelto di combatterlo. Una scelta di campo pagata con il sangue.

La preghiera del Papa all'Angelus, oggi, nella festa di San Pietro e Paolo: «Ieri sera, a Istanbul, è stato compiuto un efferato attacco terroristico, che ha ucciso e ferito molte persone. Preghiamo per le vittime, per i familiari e per il caro popolo turco. Il Signore converta i cuori dei violenti e sostenga i nostri passi sulla via della pace. Preghiamo tutti in silenzio».