Turchia

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(Bruxelles) Piccolo passo dell’Albania verso l’Unione europea. La Commissione ha infatti adottato oggi il suo pacchetto annuale sull’allargamento, che valuta lo stato di avanzamento dei Balcani occidentali e della Turchia «nell’attuazione delle principali riforme politiche ed economiche e individua le misure necessarie ad affrontare le questioni ancora aperte».

«Pensiamo adesso, in silenzio, per un attimo alle cose che abbiamo dentro di noi e che ci impediscono di attraversare la porta: il mio orgoglio, la mia superbia, i miei peccati. E poi, pensiamo all’altra porta, quella spalancata dalla misericordia di Dio che dall’altra parte ci aspetta per dare il perdono». Lo ha detto ieri Papa Francesco durante l’Angelus in piazza San Pietro. 

Una “porta stretta”, che in tanti proveranno a passare e che solo in pochi ci riusciranno. Quella della liturgia domenicale è una delle pagine del Vangelo che appaiono più dure, ma spiegandola all’Angelus il Papa ha subito assicurato: la porta della salvezza “non è questione di numero” e il fatto che sia stretta non è perché sia “oppressiva”, ma perché Gesù, usando questa immagine, invita tutti a “restringere e contenere” orgoglio e paura. “La porta della misericordia di Dio – ha ripetuto Francesco – è sempre spalancata per tutti! Dio non fa preferenze, ma accoglie sempre tutti, senza distinzioni”. 

Sul volo che lo riportava a Roma dopo i quattro intensi giorni in Polonia, Papa Francesco ha risposto alle domande dei giornalisti che hanno spaziato come di consueto su tanti temi, oltre quelli della Gmg, dal rapporto tra Islam e terrorismo alle accuse di pedofilia al card. Pell, dalla mediazione della Santa Sede per il Venezuela a ciò che accade in Turchia (testo integrale).

La risposta durissima del presidente Recep Tayyip Erdogan non si è fatta attendere contro tutti coloro considerati complici del predicatore Fethullah Gulen, ritenuto la vera mente del golpe. Ma come stanno vivendo questi giorni i circa 100mila cristiani di Turchia? A raccontarlo sono l’arcivescovo latino di Izmir (Smirne), il domenicano Lorenzo Piretto, e il vicario apostolico di Istanbul, Rubén Tierrablanca Gonzalez.

Dopo Bruxelles, un altro aeroporto finisce sotto attacco. Ieri è toccato allo scalo «Ataturk» di Istanbul, la più grande metropoli della Turchia. Il bilancio della strage è di almeno 36 morti e oltre 140 feriti. Potrebbe essere la risposta del Califfo al Baghdadi, al Sultano turco Erdogan, che dopo aver sostenuto più o meno apertamente l'Isis, ora ha scelto di combatterlo. Una scelta di campo pagata con il sangue.