Turchia

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(Bruxelles) L’uscita di scena di David Cameron, l’avvio – a 27 – di una riflessione sul dopo Brexit, le preoccupazioni di Mario Draghi e della Bce per la tenuta del sistema bancario e finanziario dell’Unione, la Spagna ancora senza governo, le pressioni della Scozia su Bruxelles per poter rimanere nell’Ue, nonostante il Brexit… Sono alcuni dei temi dibattuti a Bruxelles al Consiglio europeo che, dopo la prima giornata esplorativa di ieri, oggi riprende i lavori guardando al futuro della «casa comune», alla necessità di serrare i ranghi dopo aver perso il Regno Unito.

«Ci siamo impegnati ad opporci ad ogni forma di discriminazione e violenza, e abbiamo commemorato le vittime di quello che la Dichiarazione Comune di Sua Santità Giovanni Paolo II e Sua Santità Karekin II menzionò quale ‘lo sterminio di un milione e mezzo di Cristiani Armeni, che generalmente viene definito come il primo genocidio del XX secolo'». È questa la frase chiave della dichiarazione congiunta tra Papa Francesco e il Catholicos Karekin II, patriarca di tutti gli armeni, firmata e presentata nell’ultimo giorno del viaggio apostolico di Francesco in Armenia (testo integrale).

Il Segretario generale dell'Onu ha aperto stamani a Istanbul il primo Summit mondiale umanitario (World humanitarian summit) in corso oggi e domani con la partecipazione di 5000 persone tra capi di Stato, leader di organizzazioni internazionali e rappresentanti della società civile. L'intervento del Segretario di Stato vaticano.

Una piccola Chiesa che costruisce ponti tra un'Europa che alza muri e un Medio Oriente in fiamme. Sono appena 87mila i cattolici in Turchia, lo 0,11% della popolazione, in gran parte stranieri, ma monsignor Piretto, nuovo arcivescovo di Smirne, è convinto:  «Possiamo essere segno di riconciliazione in questo momento di grandi tensioni».

Nel nord della Siria aumentano i combattimenti e più di 100mila persone si trovano bloccate tra la linea del fronte, i territori curdi e la frontiera turca. La denuncia è di Medici senza Frontiere che parla di situazione critica per decine di migliaia di persone intrappolate nel distretto di Azaz, nel governatorato di Aleppo in Siria settentrionale: «la violenza si avvicina, la gente fugge dai campi sfollati e i medici dalle strutture sanitarie».

Lesbo, l’isola in cui arriva il Papa (programma), è stata finora forse la porta più importante da cui i profughi entravano in Europa. Ed è stata anche il varco meno insicuro visto che per arrivarci bastava attraversare i dieci, quindici chilometri del tratto di mare che separa questa isola greca dalla costa della Turchia che si lascia alle spalle. Si dice che negli anni scorsi la metà degli ottocentomila profughi che sono giunti in Grecia abbiano fatto tappa a Lesbo.

Nelle strutture Caritas a Lesbo sono tutti in attesa della visita del Papa il 16 aprile. Sono in maggioranza famiglie con bambini, donne incinte, persone con disabilità, anziani, persone vulnerabili. Dall'inizio di dicembre ad oggi Caritas Hellas ha ospitato più di 5.000 persone e tuttora ne sostiene, anche con la distribuzione di sacchi a pelo, indumenti, prodotti per l'igiene e per i bambini, oltre 3.000.