Ucraina

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Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, capo e padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, ha incontrato nella mattinata del 16 settembre il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I. L'incontro ha avuto luogo a Santa Marta, su iniziativa di Sviatoslav Shevchuk, secondo un programma delineato insieme al Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani.

«Il pellegrinaggio dei vescovi greco-cattolici ucraini dev’essere letto come testimonianza di unità della Chiesa. Ma anche come l’occasione per riflettere sul tema della sofferenza». Lo ha dichiarato il card. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, al termine dei tre giorni di pellegrinaggio dei 22 vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina, che sono arrivati da tutto il mondo per venerare la reliquia di san Giovanni Crisostomo.

«Il Sinodo non è un Parlamento!». Lo ha ricordato questa mattina Papa Francesco accogliendo nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, i vescovi del Sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina che si è aperto questa mattina a Roma, sul tema «Comunione nella vita e nella testimonianza della Chiesa greco-cattolica ucraina».

«Una buona notizia per la Chiesa Greco-Cattolica Ucraina e per l’intera Ucraina». Così Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Capo e Padre della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina ha accolto la notizia resa nota oggi dalla Sala Stampa vaticana della convocazione a Roma parte di papa Francesco nei giorni 5-6 luglio dell’Arcivescovo Maggiore, i membri del Sinodo Permanente e i Metropoliti della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina.

Accanto ai poveri, ai bambini, agli anziani, ai malati. In tutto il mondo le religiose compiono la loro preziosa opera, soprattutto nei Paesi laddove la Chiesa è povera, oppressa e perseguitata. Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) ha deciso di dedicare alle religiose la propria annuale campagna di raccolta fondi quaresimale. 

Papa Francesco nel discorso che ha rivolto quest’anno al Corpo diplomatico si è soffermato soprattutto sull'importanza della collaborazione fra le nazioni e della diplomazia multilaterale, che oggi rischia invece di essere indebolita dal riemergere di tendenze nazionalistiche. Bisogna cercare il bene di tutti i popoli, anche accettando «gli inevitabili compromessi», perché altrimenti si assiste alla sopraffazione del più forte sul più debole e i problemi si aggravano.