Ucraina

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A Firenze nasce la Parrocchia Personale ucraina sotto il titolo di "San Michele Arcangelo", patrono della comunità, con sede nella rettoria dei "Santi Simone e Giuda", via dei Lavatoi 3. L’Arcivescovo, card. Giuseppe Betori ha costituito con decreto la Parrocchia, prima nella storia della Chiesa Fiorentina, che sarà punto di riferimento per i fedeli ucraini cattolici di rito bizantino residenti nel territorio dell’Arcidiocesi.

I membri del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa hanno deciso di rompere la «comunione eucaristica» con il Patriarcato ecumenico di Costantinopoli. La decisione è contenuta in una Dichiarazione adottata oggi a Minsk, in Bielorussia, dove si è riunito il Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa, ed è stata presa in seguito all'annuncio dato l'11 ottobre scorso dal Patriarcato ecumenico di Costantinopoli di concedere l'autocefalia alla Chiesa ortodossa ucraina.

Il Patriarcato ecumenico dice sì alla concessione di autocefalia (indipendenza) della Chiesa ucraina. Durissime le prime reazioni di Mosca che parla di «una decisione catastrofica per tutto il mondo ortodosso». Esulta invece il presidente ucraino Petro Poroshenko: il via libera di Costantinopoli «ha finalmente dissipato le illusioni imperiali e le fantasie scioviniste di Mosca».

È molto dura la reazione del Patriarcato di Mosca alla decisione di Bartolomeo I di nominare due gerarchi in Ucraina. «La Chiesa ortodossa russa non accetterà questa decisione. Dovremo pertanto interrompere la comunione con Costantinopoli, e quindi Costantinopoli non avrà più i diritti per rivendicare la sua leadership nel mondo ortodosso». 

Oltre 124 milioni, per la precisione 124.057.414 euro per la Chiesa di tutto il mondo. È il totale delle offerte raccolte nel 2017 da Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) attraverso le sue 23 sedi nazionali e la sede internazionale. È quanto emerge dal Rapporto annuale della Fondazione di diritto pontificio, nata nel 1947 per opera del monaco olandese padre Werenfried van Straaten, per sostenere la Chiesa in tutto il mondo, con particolare attenzione laddove è perseguitata, e presentato oggi a Roma. 

Dal Ruanda all'Ucraina, dal Centrafrica ad Haiti, dal Bangladesh all'Iraq. Spaziano nei cinque continenti le opere di misericordia realizzate grazie all'Obolo di San Pietro, una pratica antica quanto la Chiesa - come attesta il libro degli Atti degli Apostoli - con la quale i fedeli partecipano alle iniziative di bene del vescovo di Roma nei confronti della Chiesa universale.