Ucraina

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Dopo la recita del Regina caeli, Francesco ha lanciato oggi un appello: «Con animo rattristato, prego per le vittime delle tensioni che ancora continuano in alcune regioni dell'Ucraina, come pure nella Repubblica Centroafricana. Rinnovo il mio accorato appello a tutte le parti implicate, perché siano superate le incomprensioni e si ricerchi con pazienza il dialogo e la pacificazione. Maria, Regina della Pace, ci aiuti tutti con la sua intercessione materna».

Per la prima volta nella storia dell'Ucraina si è tenuto ieri, nel Parlamento di Kiev, un tavolo di unità nazionale al quale hanno partecipato i leader religiosi delle principali confessioni, il primo ministro e i membri del governo, i leader dei partiti politici, i deputati e i rappresentanti del governo locale, scienziati, personalità della cultura e del mondo civile.

«La strada di Emmaus» diventa «simbolo del nostro cammino di fede: le Scritture e l'Eucaristia sono gli elementi indispensabili per l'incontro con il Signore». Lo ha detto, ieri mattina, Papa Francesco, in occasione della recita del Regina Cæli, da piazza San Pietro, commentando il Vangelo della terza domenica di Pasqua, che è quello dei discepoli di Emmaus.

Un appello alla calma, a non cedere alle provocazioni e una richiesta a tutti “i politici al potere” in Ucraina e all’estero affinché s’intensifichino gli sforzi per ridare pace al Paese ed evitare ogni escalation di violenza. A lanciarlo è il vescovo di Odessa-Simferopoli, monsignor Bronislav Biernacki, all’indomani degli scontri che hanno messo a ferro e fuoco la città di Odessa, porto sul mar Nero, provocando decine di morti e feriti.

«Noi siamo e rimaniamo a fianco della nostra gente». A parlare al Sir è il vescovo cattolico di Kharkiv, mons. Marian Buszek (clicca qui). È ancora in condizioni gravi il sindaco della città, Gennadiy Kernes - di origini ebraiche - dopo essere stato ferito ieri alla schiena da un colpo di arma da fuoco sparato da ignoti. Hanno però dato sollievo - racconta da Kharkiv il cancelliere della diocesi don Grigoriy Semenkov - le parole del ministro della Difesa russo Sergei Shoigu che ha dichiarato di aver ritirato le truppe di Mosca impegnate in manovre al confine con l'Ucraina.

Ha ricevuto infatti Juan Orlando Hernández Alvarado, Presidente della Repubblica di Honduras, il Re Alberto II e la Regina Paola del Belgio, Arseniy Yatsenyuk, Primo Ministro della Repubblica di Ucraina e Bronisław Komorowski, Presidente della Repubblica di Polonia. Con il Primo ministro dell'Ucraina si è discusso della situazione attuale, con l'auspicio che tutte le Parti interessate collaborino costruttivamente per il ripristino della stabilità politica e sociale del Paese, nell'ambito del diritto internazionale, e promuovano l'intesa tra i popoli della Regione.

La Chiesa ortodossa ucraina, legata al Patriarcato di Mosca, ha chiesto in una lettera al presidente russo Vladimir Putin di non permettere una scissione dell'Ucraina e di fermare un possibile scontro militare tra i due popoli. Lo ha dichiarato il metropolita Antonij, responsabile degli affari religiosi della Chiesa ortodossa ucraina (Patriarcato di Mosca) in un'intervista al giornale «Den».