Ucraina

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«Noi siamo e rimaniamo a fianco della nostra gente». A parlare al Sir è il vescovo cattolico di Kharkiv, mons. Marian Buszek (clicca qui). È ancora in condizioni gravi il sindaco della città, Gennadiy Kernes - di origini ebraiche - dopo essere stato ferito ieri alla schiena da un colpo di arma da fuoco sparato da ignoti. Hanno però dato sollievo - racconta da Kharkiv il cancelliere della diocesi don Grigoriy Semenkov - le parole del ministro della Difesa russo Sergei Shoigu che ha dichiarato di aver ritirato le truppe di Mosca impegnate in manovre al confine con l'Ucraina.

Ha ricevuto infatti Juan Orlando Hernández Alvarado, Presidente della Repubblica di Honduras, il Re Alberto II e la Regina Paola del Belgio, Arseniy Yatsenyuk, Primo Ministro della Repubblica di Ucraina e Bronisław Komorowski, Presidente della Repubblica di Polonia. Con il Primo ministro dell'Ucraina si è discusso della situazione attuale, con l'auspicio che tutte le Parti interessate collaborino costruttivamente per il ripristino della stabilità politica e sociale del Paese, nell'ambito del diritto internazionale, e promuovano l'intesa tra i popoli della Regione.

La Chiesa ortodossa ucraina, legata al Patriarcato di Mosca, ha chiesto in una lettera al presidente russo Vladimir Putin di non permettere una scissione dell'Ucraina e di fermare un possibile scontro militare tra i due popoli. Lo ha dichiarato il metropolita Antonij, responsabile degli affari religiosi della Chiesa ortodossa ucraina (Patriarcato di Mosca) in un'intervista al giornale «Den».

Non staremo qui a discutere se il referendum con cui di fatto la Crimea è stata annessa alla Russia sia legittimo o meno. Il principio della autodeterminazione dei popoli ha avuto la sua età dell’oro fra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Poi ci siamo accorti che lasciare libera la popolazione di una regione di decidere a quale stato appartenere crea spesso più problemi di quanti non ne risolve.

(Sir Europa - Bruxelles) - I rapporti Ue-Ucraina ripartono in mattinata dalla firma della parte politica dell'Accordo di associazione con il governo di Kiev, perché «l'Europa sostiene l'Ucraina e la sua sovranità» e «il desiderio di libertà del popolo». Herman Van Rompuy, nel tracciare il bilancio della prima giornata dei lavori del Consiglio Ue, ha valutato quanto accaduto nelle ultime due settimane, dopo il summit straordinario convocato d'urgenza il 6 marzo.