Ucraina

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Nell’ambito della mobilitazione della città di Siena e di tutta l’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino a favore del popolo ucraino colpito dalla guerra, è partita ieri la prima spedizione del materiale raccolto, con un camion messo a disposizione dalle Tenute Piccini all’Associazione NEEDYOU, che raggiungerà un centro gestito dall’Opera Don Orione ad Acqui Terme (AL). Da qui, gli aiuti umanitari viaggeranno fino in Ucraina, dove andranno a sostenere le opere e le attività della Congregazione.

Parte oggi da Arezzo un convoglio di aiuti umanitari raccolti dala Caritas per i profughi ucraini in Polonia. L’iniziativa nasce dal solido rapporto tra l’arcivescovo Riccardo Fontana e il vescovo di Drohiczyn, a seguito di un gemellaggio che lega in maniera fraterna le due Chiese. Prima della partenza il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli, in qualità di rappresentante di tutta la provincia di Arezzo, apporrà il sigillo della città ai container.

Grande solidarietà da parte dei fiorentini che 10 in giorni hanno consegnato nelle sedi della Misericordia di Firenze una enorme quantità di beni materiali secondo le richieste fatte pervenire da Don Volodymyr Voloshyn, sacerdote che segue la comunità degli ucraini che vivono in città e accolto dall’Arciconfraternita.

“La minaccia di Putin di una inflazione alimentare globale per effetto dello stop al commercio di fertilizzanti necessari in agricoltura per garantire la crescita delle colture, come ritorsione alle sanzioni degli Usa e dei leader Ue, riguarda direttamente l’Italia che ne importa per quasi 140 milioni di euro da Ucraina, Russia e Bielorussia”.

Putin e il suo entourage (assieme alla Bielorussia) unici colpevoli di aver riportato la guerra in Europa. Sostegno materiale e politico, ma non militare, all’Ucraina. Accoglienza per chi fugge dalla guerra. Prospettiva europea per Kiev, ma per ora di adesione all’Ue non se ne parla. Ventisette uniti nelle sanzioni economiche alla Russia e nell’imboccare la strada dell’indipendenza energetica dal gas russo entro un quinquennio. Sono gli elementi principali emersi dal vertice straordinario tenuto dai capi di Stato e di governo dell’Ue, riuniti a Versailles (Parigi). 

“Condividendo i sentimenti di angoscia e preoccupazione di Papa Francesco più volte espressi per i ‘fiumi di sangue e lacrime che scorrono in Ucraina’, mi permetto di implorare Sua Santità con spirito di fraternità: per favore, rivolga un urgente appello alle autorità russe affinché fermino immediatamente le ostilità contro il popolo ucraino e mostrino buona volontà per cercare una soluzione diplomatica al conflitto, basata sul dialogo, il buon senso e il rispetto del diritto internazionale, consentendo al contempo corridoi umanitari sicuri e accesso illimitato all’assistenza umanitaria”. Con queste parole, il cardinale Jean-Claude Hollerich, in qualità di presidente dei vescovi Ue, ha rivolto oggi un accorato appello al Patriarca di Mosca e di tutte le Russie inviandogli una lettera. 

“Ieri abbiamo visto le strazianti immagini del bombardamento di una clinica ostetrica. Abbiamo visto anche le immagini di fosse comuni nelle quali depongono centinaia di corpi esanimi. Oggi dobbiamo dire a tutto il mondo: No, No alle uccisioni di massa in Ucraina!”. Sono parole di dura condanna quelle pronunciate oggi da mons. Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina nel quotidiano videomessaggio. 

Continua il “pressing” del movimento ecumenico sul Patriarca di Mosca Kirill. A muoversi oggi sono dalla Francia i presidenti della Conferenza episcopale di Francia (Cef), mons Éric de Moulins-Beaufort e della Federazione protestante di Francia (Fpf), il pastore François Clavairoly.