Ucraina

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“Ieri abbiamo visto le strazianti immagini del bombardamento di una clinica ostetrica. Abbiamo visto anche le immagini di fosse comuni nelle quali depongono centinaia di corpi esanimi. Oggi dobbiamo dire a tutto il mondo: No, No alle uccisioni di massa in Ucraina!”. Sono parole di dura condanna quelle pronunciate oggi da mons. Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina nel quotidiano videomessaggio. 

Continua il “pressing” del movimento ecumenico sul Patriarca di Mosca Kirill. A muoversi oggi sono dalla Francia i presidenti della Conferenza episcopale di Francia (Cef), mons Éric de Moulins-Beaufort e della Federazione protestante di Francia (Fpf), il pastore François Clavairoly. 

“Sono certo che l'Italia farà la sua parte fino in fondo. Come sempre nel dramma, nell'emergenza, nel terrore, ci scopriamo migliori di come pensiamo di essere”. Alla vigilia della riunione informale del Consiglio europeo su difesa, energia ed economia, Mario Draghi si è presentato alla Camera per rispondere alle interrogazioni dei deputati, monopolizzate ovviamente dalla guerra in Ucraina e dalle sue conseguenze

«I problemi non si risolvono con la guerra; la guerra è sempre il fallimento della politica!». Lo ribadiscono le associazioni fiorentine che si rifanno agli insegnamenti di Giorgio La Pira (Fondazione, Opera per la gioventù, Centro internazionale studenti, Associazione Fioretta Mazzei e Opera di San Procolo) in una lettera aperta al sindaco di Firenze, Dario Nardella. 

Sua Beatitudine mons. Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, e l’arcivescovo Mechyslav Mokshytsky, metropolita della Chiesa cattolica latina di Leopoli, hanno incontrato ieri a Leopoli il card. Konrad Krajewski, inviato speciale del Santo Padre in Ucraina e durante l’incontro hanno avuto l’opportunità di parlare direttamente con Papa Francesco. 

“Non ho paura perché penso che un sacerdote, un cristiano, una persona deve rendere conto prima di tutto alla propria coscienza, a Dio e alla storia. C’è un ordine logico di sottomissione. Certamente un cristiano riconosce l’autorità dello Stato, ma sa che ci sono anche autorità superiori che sono quelle della coscienza e di Dio”.

“Dopo la terza giornata di colloqui emerge che non ci sono passi avanti. Tutte e due le delegazioni hanno detto che non hanno ottenuto quello che speravano, però si rivedranno a breve. Vuol dire sostanzialmente un nulla di fatto. Purtroppo questo accade in una giornata in cui si delineeranno alcune dinamiche di questa guerra, che è già atroce ma che rischia di diventare ancora più atroce”.