Ucraina

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Al termine dell'udienza generale di oggi, dedicata alle vittime del terremoto nell'Italia Centrale, Papa Francesco ha detto: 

“In queste ultime settimane, gli Osservatori internazionali hanno espresso preoccupazione per il peggioramento della situazione nell’Ucraina orientale. Oggi, mentre quella cara Nazione celebra la sua festa nazionale, che coincide quest’anno con il 25° anniversario dell’indipendenza, assicuro la mia preghiera per la pace e rinnovo il mio appello a tutte le parti coinvolte e alle istanze internazionali affinché rafforzino le iniziative per risolvere il conflitto, rilasciare gli ostaggi e rispondere all’emergenza umanitaria”.

Costituire «in loco» un «comitato tecnico» per provvedere alla distribuzione dei fondi ricavati dalla colletta per l’Ucraina, svoltasi il 24 aprile in tutte le Chiese cattoliche dell’Europa. È l'«iniziativa personale del Papa», illustrata oggi ai giornalisti da padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede. 

Al termine dell'udienza generale di oggi, in piazza San Pietro, il Papa ha detto: “La popolazione dell’Ucraina soffre da tempo per le conseguenze di un conflitto armato, dimenticato da tanti. Come sapete, ho invitato la Chiesa in Europa a sostenere l’iniziativa da me indetta per venire incontro a tale emergenza umanitaria. Ringrazio in anticipo quanti contribuiranno generosamente all’iniziativa, che avrà luogo domenica prossima, 24 aprile”.

(Bruxelles) Il «day after», il giorno dopo dei commenti. Nelle sedi istituzionali Ue non si parla d’altro che dell’esito del referendum consultivo olandese sull’accordo di associazione tra Unione europea e Ucraina, firmato nel 2014, entrato in vigore da pochi mesi con l’intento di sostenere le riforme a Kiev e di intensificare i rapporti economici e commerciali con il grande Paese dell’est (anche – benché non affermato esplicitamente – in chiave anti-Mosca).

Al Regina Caeli, il pensiero e la preghiera di Papa Francesco sono andati alle popolazioni dell’Ucraina, sconvolta dalle conseguenze del conflitto. “In questo giorno, che è come il cuore dell’Anno Santo della Misericordia, il mio pensiero va a tutte le popolazioni che più hanno sete di riconciliazione e di pace. Penso, in particolare, qui in Europa, al dramma di chi patisce le conseguenze della violenza in Ucraina: di quanti rimangono nelle terre sconvolte dalle ostilità che hanno causato già varie migliaia di morti, e di quanti – più di un milione – sono stati spinti a lasciarle dalla grave situazione che perdura. Ad essere coinvolti sono soprattutto anziani e bambini”.

Ci sono vari motivi, dalla Siria all'Ucraina, che hanno favorito lo storico incontro a Cuba tra il «vescovo di Roma» e il Patriarca Russo-Ortodosso. Ma è soprattutto la necessità di salvare le ultime oasi cristiane nel Medio Oriente ad aver spinto per questo riavvicinamento che potrebbe aprire frontiere nuove e inaspettate.