Ucraina

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(Bruxelles) Il «day after», il giorno dopo dei commenti. Nelle sedi istituzionali Ue non si parla d’altro che dell’esito del referendum consultivo olandese sull’accordo di associazione tra Unione europea e Ucraina, firmato nel 2014, entrato in vigore da pochi mesi con l’intento di sostenere le riforme a Kiev e di intensificare i rapporti economici e commerciali con il grande Paese dell’est (anche – benché non affermato esplicitamente – in chiave anti-Mosca).

Al Regina Caeli, il pensiero e la preghiera di Papa Francesco sono andati alle popolazioni dell’Ucraina, sconvolta dalle conseguenze del conflitto. “In questo giorno, che è come il cuore dell’Anno Santo della Misericordia, il mio pensiero va a tutte le popolazioni che più hanno sete di riconciliazione e di pace. Penso, in particolare, qui in Europa, al dramma di chi patisce le conseguenze della violenza in Ucraina: di quanti rimangono nelle terre sconvolte dalle ostilità che hanno causato già varie migliaia di morti, e di quanti – più di un milione – sono stati spinti a lasciarle dalla grave situazione che perdura. Ad essere coinvolti sono soprattutto anziani e bambini”.

Ci sono vari motivi, dalla Siria all'Ucraina, che hanno favorito lo storico incontro a Cuba tra il «vescovo di Roma» e il Patriarca Russo-Ortodosso. Ma è soprattutto la necessità di salvare le ultime oasi cristiane nel Medio Oriente ad aver spinto per questo riavvicinamento che potrebbe aprire frontiere nuove e inaspettate.

Nel consueto dialogo con i giornalisti sul volo di ritorno dal Messico, Papa Francesco ha risposto a tante domande sui temi più disparati, dai desaparecidos ai narcotrafficanti, dai vescovi «incoscienti» che trasferiscono i preti pedofili al dibattito in Italia sulle unioni civili, dall'incontro con Kirill alla situazione in Ucraina, dal dramma dell'aborto ai divorziati risposati. Ecco un'ampia sintesi e il testo integrale.

«La civiltà umana è entrata in un periodo di cambiamento epocale. La nostra coscienza cristiana e la nostra responsabilità pastorale non ci autorizzano a restare inerti di fronte alle sfide che richiedono una risposta comune». Comincia con un appello all’unità la Dichiarazione comune che è stata firmata questa sera da Papa Francesco e dal Patriarca Kirill di Mosca e di tutta la Russia, al termine del loro incontro all’aeroporto de L’Avana.

Due petizioni che sono state messe on line sul sito ufficiale della Presidenza della Repubblica, chiedono di celebrare il Natale con l’insieme del mondo cristiano e che il 25 dicembre diventi giorno festivo. Sua Beatitudine Sviatoslav Schevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina: «Non vogliamo passare al calendario gregoriano senza i nostri fratelli ortodossi»

Papa Francesco ha ricevuto oggi il Presidente dell’Ucraina, Petro Poroshenko, e il colloquio privato, riferisce la Sala Stampa Vaticana, è stato dedicato principalmente alle questioni connesse con la situazione di conflitto nel Paese. Al riguardo, il Papa e il Presidente ucraino hanno condiviso l’auspicio che, con l’impegno di tutte le Parti interessate, siano privilegiate soluzioni politiche, a cominciare dalla piena realizzazione degli Accordi di Minsk.