Ucraina

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Al termine dell'udienza generale di oggi, nell'Aula Paolo VI, Papa Francesco ha rivolto un appello per la pace in Ucraina: «Ancora una volta il mio pensiero va all’amato popolo ucraino. Purtroppo la situazione sta peggiorando e si aggrava la contrapposizione tra le parti. Preghiamo anzitutto per le vittime, tra cui moltissimi civili, e per le loro famiglie, e chiediamo al Signore che cessi al più presto questa orribile violenza fratricida. Rinnovo l’accorato appello affinché si faccia ogni sforzo – anche a livello internazionale – per la ripresa del dialogo, unica via possibile per riportare la pace e la concordia in quella martoriata terra. Fratelli e sorelle, quando io sento le parole “vittoria” o “sconfitta” sento un grande dolore, una grande tristezza nel cuore....».

Un appello per far cessare «al più presto» l'«orribile violenza fratricida» in Ucraina, facendo «ogni sforzo», anche a livello internazionale, «per la ripresa del dialogo». A rivolgerlo è stato il Papa, al termine dell'udienza generale di oggi, prima dei saluti ai fedeli di lingua italiana che come di consueto concludono l'appuntamento del mercoledì.

«Siamo convinti che solamente sapendo la verità piena e oggettiva su ciò che sta accadendo in Ucraina, si possono intraprendere i passi e le iniziative adeguate per fermare la guerra, ricostruire l'integrità territoriale del Paese e assicurare le condizioni per la pace irrevocabile». Lo dice al Sir monsignor Bohdan Dzyurakh, Segretario generale del Sinodo dei vescovi della Chiesa greco-cattolica di Ucraina, vescovo ausiliare di Kiev, commentando l'escalation di violenza nella regione orientale del Paese, il Donbass.

Al termine dell'Angelus di oggi, Papa Francesco ha lanciato un appello: «Seguo con viva preoccupazione l’inasprirsi degli scontri nell’Ucraina orientale, che continuano a provocare numerose vittime tra la popolazione civile. Mentre assicuro la mia preghiera per quanti soffrono, rinnovo un accorato appello perché si riprendano i tentativi di dialogo e si ponga fine ad ogni ostilità».

«Auguro a tutti noi, a tutto il nostro popolo, con la forza di Dio, di riuscire a superare le difficoltà della vita quotidiana», e che «tutto ciò che ora ci spaventa e preoccupa, cessi in breve tempo di preoccuparci e spaventarci»: così il patriarca di tutte le Russie Kirill ha concluso ieri sera il saluto trasmesso in diretta tv prima della celebrazione della divina liturgia del Natale nella cattedrale del Cristo Salvatore a Mosca.