Ucraina

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Un appello per far cessare «al più presto» l'«orribile violenza fratricida» in Ucraina, facendo «ogni sforzo», anche a livello internazionale, «per la ripresa del dialogo». A rivolgerlo è stato il Papa, al termine dell'udienza generale di oggi, prima dei saluti ai fedeli di lingua italiana che come di consueto concludono l'appuntamento del mercoledì.

«Siamo convinti che solamente sapendo la verità piena e oggettiva su ciò che sta accadendo in Ucraina, si possono intraprendere i passi e le iniziative adeguate per fermare la guerra, ricostruire l'integrità territoriale del Paese e assicurare le condizioni per la pace irrevocabile». Lo dice al Sir monsignor Bohdan Dzyurakh, Segretario generale del Sinodo dei vescovi della Chiesa greco-cattolica di Ucraina, vescovo ausiliare di Kiev, commentando l'escalation di violenza nella regione orientale del Paese, il Donbass.

Al termine dell'Angelus di oggi, Papa Francesco ha lanciato un appello: «Seguo con viva preoccupazione l’inasprirsi degli scontri nell’Ucraina orientale, che continuano a provocare numerose vittime tra la popolazione civile. Mentre assicuro la mia preghiera per quanti soffrono, rinnovo un accorato appello perché si riprendano i tentativi di dialogo e si ponga fine ad ogni ostilità».

«Auguro a tutti noi, a tutto il nostro popolo, con la forza di Dio, di riuscire a superare le difficoltà della vita quotidiana», e che «tutto ciò che ora ci spaventa e preoccupa, cessi in breve tempo di preoccuparci e spaventarci»: così il patriarca di tutte le Russie Kirill ha concluso ieri sera il saluto trasmesso in diretta tv prima della celebrazione della divina liturgia del Natale nella cattedrale del Cristo Salvatore a Mosca.

Il Papa all'Angelus, ha detto: «In questi ultimi giorni sono stati compiuti passi significativi nella ricerca di una tregua nelle regioni interessate dal conflitto in Ucraina orientale, pur avendo sentito oggi delle notizie poco confortanti. Tuttavia auspico che essi possano recare sollievo alla popolazione e contribuire agli sforzi per una pace duratura. Preghiamo affinché, nella logica dell’incontro, il dialogo iniziato possa proseguire e portare il frutto sperato. Maria, Regina della Pace, prega per noi.
Unisco inoltre la mia voce a quella dei Vescovi del Lesotho, che hanno rivolto un appello per la pace in quel Paese. Condanno ogni atto di violenza e prego il Signore perché nel Regno del Lesotho si ristabilisca la pace nella giustizia e nella fraternità». L'ultimo pensiero è andato all'Iraq.

L'analisi di Germano Dottori, docente di studi strategici alla Luiss: «Difficilmente si arriverà alla pace se non vengono realizzate due condizioni». Una interna: «Il varo di un sistema fortemente decentrato». E una internazionale: «Il mantenimento dell'Ucraina in uno stato di neutralità». E l'Europa? «La politica europea la sta facendo sempre più la Germania e i tedeschi hanno cominciato a immaginare di diventare la potenza occidentale di riferimento dell'Est».