Ucraina

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«Auguro a tutti noi, a tutto il nostro popolo, con la forza di Dio, di riuscire a superare le difficoltà della vita quotidiana», e che «tutto ciò che ora ci spaventa e preoccupa, cessi in breve tempo di preoccuparci e spaventarci»: così il patriarca di tutte le Russie Kirill ha concluso ieri sera il saluto trasmesso in diretta tv prima della celebrazione della divina liturgia del Natale nella cattedrale del Cristo Salvatore a Mosca.

Il Papa all'Angelus, ha detto: «In questi ultimi giorni sono stati compiuti passi significativi nella ricerca di una tregua nelle regioni interessate dal conflitto in Ucraina orientale, pur avendo sentito oggi delle notizie poco confortanti. Tuttavia auspico che essi possano recare sollievo alla popolazione e contribuire agli sforzi per una pace duratura. Preghiamo affinché, nella logica dell’incontro, il dialogo iniziato possa proseguire e portare il frutto sperato. Maria, Regina della Pace, prega per noi.
Unisco inoltre la mia voce a quella dei Vescovi del Lesotho, che hanno rivolto un appello per la pace in quel Paese. Condanno ogni atto di violenza e prego il Signore perché nel Regno del Lesotho si ristabilisca la pace nella giustizia e nella fraternità». L'ultimo pensiero è andato all'Iraq.

L'analisi di Germano Dottori, docente di studi strategici alla Luiss: «Difficilmente si arriverà alla pace se non vengono realizzate due condizioni». Una interna: «Il varo di un sistema fortemente decentrato». E una internazionale: «Il mantenimento dell'Ucraina in uno stato di neutralità». E l'Europa? «La politica europea la sta facendo sempre più la Germania e i tedeschi hanno cominciato a immaginare di diventare la potenza occidentale di riferimento dell'Est».

“Il mio pensiero oggi va in modo particolare all’amata terra d’Ucraina, di cui ricorre oggi la festa nazionale, a tutti i suoi figli e figlie, ai loro aneliti di pace e serenità, minacciati da una situazione di tensione e di conflitto che non accenna a placarsi, generando tanta sofferenza tra la popolazione civile”. Lo ha detto ieri mattina Papa Francesco, dopo la recita dell’Angelus.

“Cari fratelli e sorelle, il mio pensiero va in modo particolare all’amata terra d’Ucraina, di cui ricorre oggi la festa nazionale, a tutti i suoi figli e figlie, ai loro aneliti di pace e serenità, minacciati da una situazione di tensione e di conflitto che non accenna a placarsi, generando tanta sofferenza tra la popolazione civile. Affidiamo al Signore Gesù e alla Madonna l’intera Nazione e preghiamo uniti soprattutto per le vittime, le loro famiglie e quanti soffrono. Ho ricevuto una lettera di un Vescovo che racconta tutto questo dolore. Preghiamo insieme la Madonna per questa amata terra di Ucraina nel giorno della festa nazionale..."

l cristiano non può tenere nascosta la sua fede perché traspare da ogni parola e da ogni gesto, perché il cristiano vero cambia in profondità la sua vita. Così ha detto Papa Francesco prima dell'Angelus, commentando le due parabole del Vangelo di oggi, del tesoro nascosto nel campo e della perla di grande valore. Dopo l'Angelus ha pregato per la fine dei conflitti in corso nel mondo in Medio Oriente, Irak e Ucraina ed ha ricordato che cento anni fa ebbe inizio la Prima Guerra Mondiale.