Unione Europea

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«L'Europa è la migliore idea che abbiamo mai avuto», scrivono i leader di Bulgaria, Repubblica Ceca, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Austria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia e Finlandia in questa iniziativa senza precedenti. Mancano le firme solo dei reali che tradizionalmente non sottoscrivo dichiarazioni politiche.

In vista delle elezioni europee del 26 maggio un nutrito gruppo di associazioni e realtà cattoliche toscane (dalle Acli alla Fuci e al Meic, da Supplemento d'Anima al Forum toscano delle associazioni familiari, da Fondazione e Centro studenti la Pira a Rinascita cristiana e Acsjf) presenta un «Manifesto per l'Europa» che vuol essere di stimolo per «una riflessione da parte dei cittadini europei che ancora faticano a sentirsi tali».

Ancora una volta l'Italia si presenta come fanalino di coda nel quadro dell'economia europea. Le Previsioni della Commissione, rese note oggi a Bruxelles, indicano un nuovo taglio alle stime di crescita: nel 2019 il Prodotto interno lordo dovrebbe crescere dello 0,1%, per risalire di poco l'anno prossimo, con un modesto 0,7%. 

È iniziata l'edizione 2019 della conferenza «The State of the Union» organizzata dall'Istituto universitario europeo (Iue). «La Democrazia del 21esimo secolo in Europa», il tema generale della tre giorni fiorentina (2-4 maggio) che metterà sotto la lente, spiegano gli organizzatori, «il funzionamento democratico dell'Ue e gli stati membri nella loro capacità di rispondere alle aspirazioni e ai bisogni delle generazioni future».

I socialisti di Pedro Sánchez vincono le elezioni e si situano come prima forza parlamentare con 123 seggi. Ma per formare il governo non basta. Si corre verso un nuovo periodo di incertezza politica, il tempo necessario per esplorare le diverse possibilità di alleanza. A Bruxelles hanno tirato un sospiro di sollievo. Vox è entrato in Parlamento ma molti temevano di più.

I presidenti della Comunità di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo, e della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, Luca Maria Negro, hanno scritto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per avanzare la proposta di un «corridoio umanitario europeo» e dichiarare la loro pronta disponibilità a collaborare alla sua realizzazione sulla base dell'esperienza realizzata in Italia negli ultimi tre anni.