Unione Europea

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(dall’inviata Sir a Tunisi) - Una contro-agenda euro-mediterranea in quattro punti da proporre all’Unione europea in vista dell’imminente vertice del 25/26 giugno. Si chiude così il Migramed, meeting in corso a Tunisi dal 15 giugno per iniziativa di Caritas italiana, in collaborazione con Caritas internationalis e Caritas Europa. 

(da Tunisi) «Comprendiamo le preoccupazioni di Renzi e il messaggio provocatorio che vuole dare ad una Europa disunita. Ma le soluzioni sui cui si vocifera ci sembrano insufficienti e inapplicabili». Così Oliviero Forti, responsabile dell'area immigrazione di Caritas italiana, commenta da Tunisi, dove oggi pomeriggio si aprirà il Migramed meeting delle Caritas del Mediterraneo (fino al 18 giugno), l‘ipotesi di un «piano B» sull'immigrazione per convincere l‘Europa ad accogliere i profughi.

«Lasciatevi ispirare dallo spirito che ha regnato qui a Schengen trent’anni fa, il 14 giugno 1985; lasciatevi ispirare da questa promessa di libertà che rappresenta la libera circolazione non solo per gli europei, ma per tutti, compresi quelli che sono perseguitati e oppressi nei loro Paesi d’origine». Questo l’appello che l’arcivescovo del Lussemburgo e presidente di Justitia et Pax Europa, mons. Jean Claude Hollerich, ha rivolto nel corso dell’omelia della celebrazione che ieri si è svolta a Schengen per commemorare l’anniversario della firma degli omonimi accordi.

Tanti i temi trattati, come al solito, dal card. Bagnasco nella sua prolusione (testo integrale) all'Assemblea della Cei: dalle persecuzioni contro i cristiani alle politiche europee di accoglienza dei profughi, dalla mancanza di lavoro in Italia, alle piaghe dell'alcolismo e del gioco d'azzardo, dal «divorzio breve» fino al dibattito sulla «Buona scuola» e ai pericoli della teoria gender.

Mentre segna un passo in avanti la «militarizzazione» delle iniziative contro i trafficanti di esseri umani, si registra una brusca frenata sul fronte delicatissimo della ripartizione dei profughi. Dopo il «no» di Regno Unito, Irlanda e Danimarca i dubbi e le indisponibilità di Francia e Spagna, che si aggiungono a quelli di Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia e Repubbliche baltiche

È Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione Ue, la figura più rappresentativa del collegio Juncker, a fornire la lettura politica del Programma europeo per le migrazioni. Un piano fondato sul realismo ma consapevole dei valori comuni e che tenga aperte le frontiere a un'immigrazione regolare e controllata, di cui l'Europa ingrigita e «nonna» ha bisogno