Unione Europea

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«Non si può mai uccidere in nome di Dio»: «Solo una forma ideologica e deviata di religione può pensare di rendere giustizia nel nome dell’Onnipotente, deliberatamente massacrando persone inermi, come è avvenuto nei sanguinari attentati terroristici dei mesi scorsi in Africa, Europa e Medio Oriente». È l’ammonimento del Papa, nel discorso (testo integrale) rivolto oggi al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede in cui ha affrontato soprattutto l'emergenza delle migrazioni.

A quindici giorni di distanza dagli attentati di Parigi c’è una domanda che, detta o sottintesa, domina ancora la mente della gente sballottata fra sentimenti di paura e pulsioni di vendetta, fra allarmismi per il fagotto abbandonato e allarmi per il terrorista identificato, tra la voglia di rientrare nella quotidianità della vita che continua e il timore confuso per il futuro.

(Strasburgo) – «La voce dei cittadini europei, che si è levata alta in questi giorni per chiedere di combattere la barbarie, è stata testimonianza della pressante domanda di unità dell’Europa». È un passaggio del discorso tenuto oggi dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di fronte all’emiciclo di Strasburgo.

«La migrazione non è solo una questione europea. Anche i Paesi di origine o di transito dei flussi migratori irregolari devono essere coinvolti» in una risposta efficace e durevole al problema. Da questi elementi il Consiglio europeo aveva chiesto, lo scorso aprile, che fosse organizzato un vertice internazionale «per discutere con i Paesi africani e altri Stati-chiave coinvolti».

Dall’inizio del 2015 sono arrivati in Europa 700mila profughi, di cui 550mila sbarcati in Grecia dalla vicina Turchia, perché i 3 km di mare che li separano dalla salvezza sono meno pericolosi della traversata del Mediterraneo dalla Libia. Sono alcuni dei dati forniti oggi durante l’incontro sull’emergenza profughi e l’accoglienza in Italia organizzato a Roma da Caritas italiana, con 230 partecipanti da tutte le diocesi.

Nel linguaggio tecnico, si parla di una «manovra finanziaria» che ha un ammontare complessivo di 26,5 miliardi di euro. Tale somma potrà salire a 30 miliardi se l'Unione europea concederà un’ulteriore «flessibilità» dello 0,2% del Pil per la cosiddetta «clausola migranti». Previsti tagli alle tasse - via Imu-Tasi - sgravi per le imprese, fondi per la lotta contro la povertà e per la Terra dei fuochi. Una voce sul «Dopodinoi». Il canone Rai scenderà da 113,5 a 100 euro e si pagherà in bolletta.