Onu

Ultimi contenuti per il percorso 'Onu'

(New York) Con 180 voti a favore, l’Italia entra nel Consiglio per i diritti umani dell’Onu: è la terza volta nella storia del Paese. Il mandato diventerà operativo a partire dal primo gennaio 2019 e a fianco dell’Italia lavoreranno gli altri 17 Paesi eletti ieri e i 29 Stati ancora in carica.

IlXIII Indice globale della fame 2018 (Ghi) presentato oggi a Milano dal Cesvi ctestimonia che ci sono ancora 51 paesi nel mondo  dove la situazione è molto «grave e allarmante». Globalmente circa 124 milioni di persone soffrono ancora di fame acuta, mentre 151 milioni di bambini sono affetti da arresto della crescita e 51 milioni da deperimento.

Preoccupato intervento del capo delegazione della Santa Sede, nel discorso pronunciato ieri a New York alla riunione a livello ministeriale sulla Repubblica Centrafricana nell'ambito dell'Assemblea generale dell'Onu: «Le conseguenze di anni di continue tensioni - ha osservato - stanno devastando la vita di milioni di civili, lasciando migliaia di vittime e centinaia di migliaia di sfollati interni e rifugiati in fuga verso i vicini Paesi».

Le contraddizioni sfilano sul podio dell'Assemblea generale. I 53 interventi dei capi di stato presenti passano dal sostegno al multilaterismo e a soluzioni con più interlocutori come auspicato dal re di Giordania, Hussein, per la questione israelo-palestinese e anche dal presidente egiziano Al Sisi; ad una strenua difesa del nazionalismo spacciata per patriottismo, come ha fatto il presidente statunitense Trump.

«Le nuove violenze a Hodeidah rappresentano l’ennesimo colpo agli sforzi di pace nello Yemen, un Paese che scivola sempre più nel caos e nella miseria». Lo dichiara il direttore generale dell’Unicef, Henrietta Fore, che denuncia «l’escalation di ostilità che sta mettendo migliaia di bambini che vivono nella zona e nei dintorni a rischio imminente di essere feriti o di morire».