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Una delegazione della Conferenza episcopale venezuelana ha consegnato all'Alto commissario Onu per i diritti umani un'articolata lettera nella quale la Chiesa ribadisce la sua denuncia e la sua posizione rispetto alla grave crisi umanitaria, economica, politica e sociale nella quale si dibatte il Paese.

La Conferenza episcopale della Repubblica Dominicana (Ced), in quanto facente parte del Consiglio interreligioso per la sicurezza alimentare e nutrizionale (Cisan), ha firmato un accordo di collaborazione con il Programma alimentare mondiale (Pam), con l'obiettivo di sviluppare azioni che promuovano la sicurezza alimentare e il nutrimento nella Repubblica Dominicana, al fine di contribuire al raggiungimento del secondo obiettivo di sviluppo sostenibile, cioè «Fame zero».

«Almeno 49 bambini sono stati uccisi al confine con Gaza e più di 6.000 sono rimasti feriti, di cui quasi la metà in modo grave, a un anno dall'inizio delle proteste per la Marcia del ritorno». Questa la denuncia di Save the Children che ha richiamato le parti in conflitto a garantire la protezione dei minori.

No a un intervento militare in Venezuela, sì a nuove sanzioni, mentre Nicolás Maduro viene denunciato per crimini contro l'umanità. Questo l'esito dell'incontro, svoltosi a Bogotá, del cosiddetto Gruppo di Lima, formato dai Paesi latinoamericani che riconoscono in Juan Guaidó il legittimo presidente.

Si rivolge anche alla delegata Onu per i Diritti umani e all'Alto commissario Onu per i Diritti umani, considerando opportuno un suo intervento sulla situazione venezuelana «ormai insostenibile», il presidente della Conferenza episcopale venezuelana, mons. José Luis Azuaje, arcivescovo di Maracaibo, in un'intervista al sito dell'arcidiocesi di Santiago del Cile. 

Papa Francesco nel discorso che ha rivolto quest’anno al Corpo diplomatico si è soffermato soprattutto sull'importanza della collaborazione fra le nazioni e della diplomazia multilaterale, che oggi rischia invece di essere indebolita dal riemergere di tendenze nazionalistiche. Bisogna cercare il bene di tutti i popoli, anche accettando «gli inevitabili compromessi», perché altrimenti si assiste alla sopraffazione del più forte sul più debole e i problemi si aggravano.

(da New York) Con 152 voti favorevoli l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha ufficialmente approvato il Global Compact for migration, un accordo non vincolante sulla gestione delle migrazioni ma soprattutto «un percorso e una tabella di marcia verso un'agire umano e ragionevole a beneficio dei migranti, dei loro Paesi di origine, transito e destinazione».