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Preoccupato intervento del capo delegazione della Santa Sede, nel discorso pronunciato ieri a New York alla riunione a livello ministeriale sulla Repubblica Centrafricana nell'ambito dell'Assemblea generale dell'Onu: «Le conseguenze di anni di continue tensioni - ha osservato - stanno devastando la vita di milioni di civili, lasciando migliaia di vittime e centinaia di migliaia di sfollati interni e rifugiati in fuga verso i vicini Paesi».

Le contraddizioni sfilano sul podio dell'Assemblea generale. I 53 interventi dei capi di stato presenti passano dal sostegno al multilaterismo e a soluzioni con più interlocutori come auspicato dal re di Giordania, Hussein, per la questione israelo-palestinese e anche dal presidente egiziano Al Sisi; ad una strenua difesa del nazionalismo spacciata per patriottismo, come ha fatto il presidente statunitense Trump.

«Le nuove violenze a Hodeidah rappresentano l’ennesimo colpo agli sforzi di pace nello Yemen, un Paese che scivola sempre più nel caos e nella miseria». Lo dichiara il direttore generale dell’Unicef, Henrietta Fore, che denuncia «l’escalation di ostilità che sta mettendo migliaia di bambini che vivono nella zona e nei dintorni a rischio imminente di essere feriti o di morire».

I due summit sulla crisi siriana che si terranno oggi, «potrebbero rappresentare l'ultima speranza per prevenire un nuovo disastro umanitario che coinvolgerebbe oltre 2,5 milioni di civili che vivono a Idlib, nel nord-ovest della Siria». E' l'allarme lanciato da Oxfam, in occasione del Consiglio di sicurezza dell'Onu che si riunirà oggi per discutere della situazione a Idlib, e dell'incontro tra i leader di Iran, Russia e Turchia a Teheran.

A Tripoli è stato raggiunto un accordo per il cessate il fuoco a Tripoli: lo ha annunciato ieri la Missione delle Nazioni Unite in Libia (Unsmil), in un un tweet pubblicato sull'account ufficiale della Missione. L'accordo mira a «porre fine a tutte le ostilità, proteggere i civili, salvaguardare la proprietà pubblica e privata».

A partire dal 18 aprile il Governo del Nicaragua ha commesso ripetute violazioni dei diritti umani. Lo denuncia l'Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu), che in un rapporto presentato ieri denuncia l'uso sproporzionato della forza da parte della polizia, provvedimenti extragiudiziali, sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie, episodi di tortura, specificando che i gruppi paramilitari hanno agito con l'approvazione delle autorità.