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Operazione Colomba, corpo Civile di Pace dell'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, lancia al Governo italiano, all'Ue e all'Onu, ha presentato oggi a Roma un dossier sulla situazione dei profughi siriani in Libano chiedendo a governo italiano Unione europea e Onu di intervenire per garantire il rispetto del non respingimento.

«Tra gennaio e giugno del 2019, lungo la rotta del Mediterraneo centrale ha perso la vita una persona ogni 6 arrivate in salvo in Italia, rispetto ad una ogni 18 nello stesso periodo dello scorso anno». Lo afferma l'Unhcr Italia, l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, nel diffondere i dati aggiornati su morti e dispersi nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere le coste europee dall'Africa e dal Medio Oriente.

«Un'indagine approfondita e indipendente che determini le dinamiche di quanto accaduto e ne individui i responsabili affinché ne rispondano», insieme ad una ferma condanna di «questo e ogni altro attacco alle vite dei civili» con la richiesta «che sia posta immediatamente fine alla detenzione di migranti e rifugiati» viene espressa oggi dall'Unchr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, e dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) dopo aver appreso «il bilancio scioccante» delle vittime dell'attacco avvenuto ieri notte contro il Centro di detenzione di Tajoura, a est di Tripoli.

37.000 persone ogni giorno sono costrette a fuggire dalle proprie case. L'80% delle persone in fuga vive  in Paesi confinanti, quindi a medio o basso reddito. E' la Turchia ad accogliere il numero più elevato di rifugiati (3,7 milioni), seguita da Pakistan e Uganda.  Il 60% di tutti i rifugiati provengono da soli 5 Paesi: Siria, Afghanistan, Sud Sudan, Myanmar e Somalia.

Sono 5.800 i migranti e rifugiati intrappolati nei centri di detenzione in Libia lungo la linea del fronte. Medici senza frontiere, in una conferenza stampa oggi a Roma con la presenza dei capimissione Sam Turner e Julien Raickman, che operano a Tripoli, Misurata e Khoms, ha lanciato un appello «all'evacuazione umanitaria immediata per donne, uomini e bambini rinchiusi nei centri di detenzione lungo la linea del fronte» dopo aver incontrato alcuni rappresentanti delle istituzioni italiane.

A causa dell'aggravarsi delle condizioni politiche, economiche, umanitarie riguardo al rispetto dei diritti umani in Venezuela 3,7 milioni di persone sono state costrette a fuggire: è il dato fornito oggi dall'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, ricordando che «la maggioranza necessita di protezione internazionale».

Alla luce del drastico peggioramento delle condizioni di sicurezza nella capitale libica Tripoli, l'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha chiesto con urgenza «il rilascio immediato di rifugiati e migranti dai luoghi di detenzione» poiché molti di questi centri si trovano in aree teatro di scontri continui.