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«Venerdì scorso 7 bambini fra i 4 e i 14 anni sono stati uccisi durante un attacco sul distretto di Mawiyah, nella citta di Taiz, nello Yemen meridionale. Questo attacco porta a 27 il numero di bambini uccisi e feriti nella recente escalation di violenze vicino Sanaa e Taiz negli 11 giorni passati». Lo ricorda, in una nota, Henrietta Fore, direttore generale dell'Unicef. «Questi - precisa - sono solo i numeri che le Nazioni Unite hanno potuto confermare, quelli reali potrebbero essere anche più alti».

«Oggi 894 bambini, comprese 106 ragazze, sono stati rilasciati dalle fila della Civilian Joint Task Force (Cjtf) a Maiduguri, nel nord est della Nigeria, come parte dell'impegno preso per porre fine e prevenire il reclutamento e l'uso di bambini». Ne dà notizia oggi l'Unicef spiegando che «nel conflitto armato in corso nel nord est della Nigeria, più di 3.500 bambini sono stati reclutati e utilizzati da gruppi armati non statali tra il 2013 e il 2017, altri sono stati rapiti, mutilati, violentati e uccisi».

«Dal 20 aprile almeno 12 bambini sono stati uccisi nella Siria nord-occidentale, mentre la violenza nella zona smilitarizzata continua ad aumentare. Più di 30.000 persone sono state costrette a lasciare le loro case per sfuggire alla violenza durante il mese di aprile». Lo dichiara in una nota il direttore generale dell'Unicef, Henrietta Fore, che segnala inoltre come «quattro strutture sanitarie sono ora inutilizzabili dopo essere state recentemente colpite e distrutte, lasciando migliaia di persone senza accesso all'assistenza medica salvavita».

Almeno 1,6 milioni di bambini hanno urgente bisogno di assistenza sanitaria, nutrizione, protezione, istruzione, acqua e servizi igienico-sanitari, un mese dopo che il ciclone Idai ha devastato parti di Mozambico, Malawi e Zimbabwe. Lo afferma in una nota l'Unicef che segnala come le necessità in Mozambico rimangano enormi, con un milione di bambini bisognosi di assistenza, più di 443.000 bambini in Malawi e 130.000 in Zimbabwe.