Pandemia

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Italiani più depressi durante le fasi di lockdown a causa della pandemia Covid-19, colpiti anche i giovani tra i 18 e i 34 anni. È questo il risultato di uno studio realizzato dall’Istituto superiore di sanità (Iss), basato sul sistema di sorveglianza Passi (Progressi delle Aziende sanitarie per la salute in Italia) e pubblicato sulla rivista Journal of Affective Disorders.

Con il mese di aprile l’Italia esce dallo stato di emergenza causato dalla pandemia, quindi decade anche il protocollo siglato tra Governo e Conferenza Episcopale Italiana (Cei) nel maggio 2020 in merito alla gestione degli spazi delle chiese. Ciò significa che si alleggeriscono anche alcune disposizioni di sicurezza sanitaria per le celebrazioni.

“La pandemia ha fatto emergere tante fragilità, ma anche la generosità di volontari, vicini di casa, personale sanitario e amministratori che si sono spesi per alleviare le sofferenze e le solitudini di poveri e anziani. Questa rete di relazioni solidali è una ricchezza che va custodita e rafforzata”. Lo ha affermato questa mattina Papa Francesco ricevendo in udienza l’Associazione nazionale Comuni d’Italia (Anci).

È durato circa 45 minuti – dalle 9.20 alle 10.05 – il colloquio privato tra il Papa e il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, il quale si è successivamente incontrato con il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, accompagnato da mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. 

“L’Europa ascolti il grido dei poveri e non lasci indietro nessuno”. È l’appello lanciato dai vescovi dell’Unione europea nella Dichiarazione pubblicata oggi dal titolo “Listen to the cry of the Poor in the context of the Covid-19 pandemic and its recovery” (“Ascoltare il grido dei poveri nel contesto della pandemia di Covid-19 e della sua ripresa”). Redatta dalla Commissione Affari sociali della Comece (Commissione degli episcopati dell’Unione europea), la Dichiarazione propone alcune buone pratiche ed una serie di 11 raccomandazioni alle istituzioni dell’Ue per “rafforzare la lotta alla povertà in Europa”. 

«Sto lavorando a dei brani, scritti negli ultimi anni, che mi rappresentano molto». Esordisce così l’ex componente dei Violacida, Antonio Ciulla, in arte semplicemente Ciulla, cantautore lucchese che vive a Calambrone, trent’anni compiuti da pochi giorni e una carriera appena intrapresa, parallelamente a quella musicale, come docente di italiano e storia.