Nucleare

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Le contraddizioni sfilano sul podio dell'Assemblea generale. I 53 interventi dei capi di stato presenti passano dal sostegno al multilaterismo e a soluzioni con più interlocutori come auspicato dal re di Giordania, Hussein, per la questione israelo-palestinese e anche dal presidente egiziano Al Sisi; ad una strenua difesa del nazionalismo spacciata per patriottismo, come ha fatto il presidente statunitense Trump.

Un appello «a tutti i leader e alle nazioni affinché lavorino verso gli obiettivi comuni di promuovere la non proliferazione e il disarmo nucleare, lo sviluppo e l'uso pacifico delle tecnologie nucleari e lo sviluppo umano integrale, specialmente nei Paesi più poveri». A lanciarlo è mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, intervenuto oggi a Vienna alla 62ma Conferenza internazionale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea).

Ieri, sull’aereo che lo portava in Cile, per il Suo 22º viaggio apostolico, il Papa, come di consueto, si è recato a salutare gli operatori dei media che lo accompagnano sul volo papale, 70 in tutto. Introdotto dalla presentazione del direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, il Papa ha rivolto ai giornalisti alcune parole, diffuse oggi dalla sala stampa vaticana.

A bordo del B777 dell’Alitalia che dovrebbe atterrare a Santiago intorno alle 20 (ora locale) il Papa ha fatto distribuire dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, ai 70 giornalisti al seguito, una foto scattata a Nagasaki – di cui ha dato notizia il 30 dicembre il Sir – dopo l’esplosione della bomba atomica del ’45 con, sul retro, la firma e la scritta: «… il frutto della guerra»

Resterà spento «per un periodo indefinito» uno dei sette reattori del Belgio, dopo che l'Agenzia federale belga per il controllo del nucleare (Afcn) ha confermato che la capsula in cemento armato del Doel 3 non è più a norma, non avendo ricevuto gli interventi di manutenzione necessari.