Nucleare

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Ricevendo in udienza 80 scienziati di diversi Paesi e fedi religiose, membri della Pontificia Accademia delle scienze, Papa Francesco ha auspicato che la ricerca scientifica «possa giovare a tutti, al fine che i popoli della terra ne siano sfamati, dissetati, sanati e formati». Appello per promuovere il disarmo nucleare.

Le contraddizioni sfilano sul podio dell'Assemblea generale. I 53 interventi dei capi di stato presenti passano dal sostegno al multilaterismo e a soluzioni con più interlocutori come auspicato dal re di Giordania, Hussein, per la questione israelo-palestinese e anche dal presidente egiziano Al Sisi; ad una strenua difesa del nazionalismo spacciata per patriottismo, come ha fatto il presidente statunitense Trump.

Un appello «a tutti i leader e alle nazioni affinché lavorino verso gli obiettivi comuni di promuovere la non proliferazione e il disarmo nucleare, lo sviluppo e l'uso pacifico delle tecnologie nucleari e lo sviluppo umano integrale, specialmente nei Paesi più poveri». A lanciarlo è mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, intervenuto oggi a Vienna alla 62ma Conferenza internazionale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea).

Ieri, sull’aereo che lo portava in Cile, per il Suo 22º viaggio apostolico, il Papa, come di consueto, si è recato a salutare gli operatori dei media che lo accompagnano sul volo papale, 70 in tutto. Introdotto dalla presentazione del direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, il Papa ha rivolto ai giornalisti alcune parole, diffuse oggi dalla sala stampa vaticana.