Nucleare

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Oggi, dopo l'Angelus, Papa Francesco ha ricordato i 70 anni dall'esplosione atomica su Nagasaki.

«Settant’anni fa, il 6 e il 9 agosto del 1945, avvennero i tremendi bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki. A distanza di tanto tempo, questo tragico evento suscita ancora orrore e repulsione. Esso è diventato il simbolo dello smisurato potere distruttivo dell’uomo quando fa un uso distorto dei progressi della scienza e della tecnica, e costituisce un monito perenne all’umanità, affinché ripudi per sempre la guerra e bandisca le armi nucleari e ogni arma di distruzione di massa. Questa triste ricorrenza ci chiama soprattutto a pregare e a impegnarci per la pace, per diffondere nel mondo un’etica di fraternità e un clima di serena convivenza tra i popoli. Da ogni terra si levi un'unica voce: no alla guerra, no alla violenza, sì al dialogo, sì alla pace. Con la guerra sempre si perde. L'unico modo di vincere una guerra è non farla. Seguo con viva preoccupazione le notizie che giungono da El Salvador dove negli ultimi tempi si sono aggravati i disagi della popolazione a causa della carestia, della crisi economica, di acuti contrasti sociali e della violenza....».

L'intesa raggiunta a Vienna prevede la diminuzione del numero delle centrifughe iraniane (macchine che arricchiscono l'uranio), da oltre 19mila a circa 5mila, e delle scorte di uranio arricchito. Dopo il via alle sanzioni, enormi risvolti economici. L'analista Renzo Guolo: «È evidente che un accordo di questo tipo stabilisce che l'Iran non può essere più tagliato fuori».

«Un ulteriore passo in avanti in tema di sicurezza nucleare è stato fatto a Losanna» ma i «passi da compiere per la sicurezza internazionale in ambito nucleare sono ancora molti». Così Maurizio Simoncelli, vicepresidente Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo commenta oggi l’accordo sul nucleare iraniano, teso a permettere a Teheran di poter accedere all’uso pacifico dell’energia nucleare e a garantire alla comunità internazionale che questo non sia il primo passo verso l’arma atomica.

«Un no deciso alla realizzazione in Sardegna del sito nazionale per le scorie nucleari». Lo si legge in una nota diffusa oggi dall'Ufficio regionale per la pastorale sociale e del lavoro della Conferenza episcopale sarda, a firma del vescovo delegato monsignor Giovanni Paolo Zedda, e del direttore dell'Ufficio regionale don Giulio Madeddu.

«Occorre un'etica globale se vogliamo ridurre la minaccia nucleare ed operare per un disarmo nucleare». Ne è convinto il Papa, che nel messaggio inviato alla terza Conferenza sull'Impatto Umanitario delle Armi Nucleari scrive: «Le armi nucleari sono un problema globale, che colpisce tutte le nazioni, e avranno un impatto sulle generazioni future, come pure sul pianeta, che è la nostra casa».

«Questa conferenza dimostrerà che il mondo non sarebbe in grado di riprendersi dopo una guerra nucleare». Tilman Ruff, co-presidente della Campagna internazionale per l'abolizione delle armi nucleari (Ican) a cui hanno aderito 92 Paesi e 359 associazioni non governative, sottolinea in una nota l'obiettivo della Seconda conferenza internazionale sull'impatto umanitario delle armi nucleari, che si apre oggi a Nayarit in Messico.