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(da Panama) «Se non si riscopre il concetto di umanità e la logica del Samaritano, per cui l'altro che sta ai margini della strada per un motivo o per un altro è un altro me stesso e ha le stesse necessità umane che ho io, non si risolveranno mai i problemi: né con leggi più strette né con leggi più larghe. L'umanità: l'altro è un altro me stesso». Così il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, commenta al Sir quanto sta succedendo sulla vicenda dei migranti anche dopo la chiusura del Cara di Castelnuovo di Porto.

Caritas Europa è «profondamente preoccupata per la crescente criminalizzazione delle Ong e degli aiuti umanitari. Invece di essere applaudite per aver colmato il vuoto lasciato dai governi nel sostegno ai rifugiati, le Ong vengono demonizzate e criminalizzate con false argomentazioni che giocano con la paura della gente. Questo approccio è vergognoso, non rispetta i valori dell’Ue e va fermato». 

Il premier di Malta, Joseph Muscat, ha annunciato che è stato raggiunto un accordo in sede europea per per ripartire i migranti delle navi Sea Watch e Sea Eye da settimane in mare con 49 persone a bordo. I migranti verranno poi redistribuiti tra 8 Paesi Ue, tra cui l'Italia. La portavoce di Sea Watch: contenti per la decisione, ma 20 giorni in mare sono troppi.

«Da parecchi giorni quarantanove persone salvate nel Mare Mediterraneo sono a bordo di due navi di Ong, in cerca di un porto sicuro dove sbarcare. Rivolgo un accorato appello ai Leader europei, perché dimostrino concreta solidarietà nei confronti di queste persone». È l'appello rivolto dal Papa al termine dell'Angelus di ieri, solennità dell'Epifania, al quale - secondo la Gendarmeria vaticana - hanno partecipato 60mila persone.

18 organizzazioni chiedono «con urgenza all'Italia e agli altri Stati membri dell'Unione europea di attivarsi senza ulteriori tentennamenti affinché i 49 migranti da giorni bloccati in mare, tra i quali diversi minori inclusi bambini molto piccoli, possano immediatamente sbarcare in un porto sicuro». Anche i giuristi dell'Asgi denunciano l'illegittimità di negare il diritto di sbarco.