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Antonio Marchesi, presidente di Amnesty international Italia, durante la presentazione del rapporto annuale su «La situazione dei diritti umani nel mondo», ha denunciato l'aumento di mortalità nel Mediterraneo tra quanti cercano di emigrare e l'aumento di quanti sono reclusi nei centri di detenzione in Libia, accusando il governo italiano di essere «complice non solo moralmente ma anche dal punto di vista del diritto internazionale».

Medici senza frontiere (Msf) «condanna con forza la decisione delle autorità giudiziarie italiane di sequestrare la nave Aquarius per presunte irregolarità nello smaltimento dei rifiuti di bordo», ritenendola «una misura sproporzionata e strumentale, tesa a criminalizzare per l'ennesima volta l'azione medico-umanitaria in mare». 

Stop alle «misure poliziesche». Sono oltre 40, fra associazioni, movimenti politici, ong, giuristi, comunità religiose e sindacati (tra cui Emergency, Cgil, Rete antirazzista fiorentina, comunità delle Piagge) ad aver sottoscritto una lettera inviata al prefetto di Firenze Laura Lega in cui è chiesta la revoca delle due circolari licenziate da Palazzo Medici Riccardi ed inviate ai centri di accoglienza che prevedono il rientro dei migranti alle 20 e il controllo dei pacchi legati al commercio online.

17 persone sono state trovate morte questa settimana al largo delle coste spagnole, portando a più di 2.000 il numero delle vite perse quest'anno nel Mediterraneo. La maggior parte dei decessi è stata registrata durante gli attraversamenti in direzione dell'Italia, rappresentando oltre la metà di tutti i decessi registrati quest'anno, nonostante la Spagna sia divenuta la principale destinazione dei nuovi arrivi, con più di di 48.000 persone, rispetto alle circa 22.000 in Italia e alle 27.000 in Grecia. Sono le cifre rese note oggi dall'Unhcr, l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati.

Presentato oggi a Roma il Rapporto immigrazione curato da Caritas e Migrantes, intitolato «Un nuovo linguaggio per le migrazioni. Il direttore della Caritas, mons. Soddu parla di un paese che «sembra aver perso la bussola in preda ad una sorta di isteria collettiva». Oliviero Forti denuncia come sul tema della cittadinanza italiana agli immigrati le responsabilità di quanto sta accadendo è anche dei parlamentari della scorsa legislatura.