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Dopo quasi cinque giorni, la Francia cambia passo e sceglie la strada della riconciliazione con l’Italia sui fatti accaduti a Bardonecchia fra venerdì e sabato scorsi. Parigi «offre la pace» attraverso un’intervista concessa al «Corriere della Sera» da Gérald Darmanin, ministro dei Conti pubblici con competenza sulle dogane, che si dice «dispiaciuto per il malinteso» e anticipa che sarà in Italia il 16 aprile «per assicurare il proseguimento della nostra cooperazione transfrontaliera, con la massima fiducia!».

L’apertura di un procedimento penale a carico dei gendarmi, la solidarietà del Prefetto di Torino e la testimonianza del parroco di Bardonecchia oltre che della gente comune. Sono questi i fatti salienti all’indomani di quanto avvenuto nella stazione ferroviaria di Bardonecchia, al confine francese, dove nella notte fra venerdì e sabato scorsi cinque doganieri d’oltralpe hanno fatto irruzione in una «sala protetta» di una Ong che assiste i migranti fra Italia e Francia. Tutto in attesa che l’incidente diplomatico fra i due Paesi si risolva con altri chiarimenti da parte di Parigi.

La sera del 30 marzo una pattuglia di cinque gendarmi francesi ha fatto irruzione in una sala di accoglienza per migranti nella stazione ferroviaria di Bardonecchia al confine fra Italia e Francia. La sala è utilizzata dalla associazione Rainbow4Africa che accompagna e assiste le persone che varcano il confine. La notizia è stata data dalla stessa associazione.

«Il Consiglio della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) ha deciso oggi di aprire una nuova area di azione nell’ambito di ‘Mediterranean Hope (MH) – Programma rifugiati e migranti della Fcei’, sostenendo associazioni impegnate in questo intervento umanitario e partecipando a missioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo».

«È con profonda tristezza che confermiamo che tre membri dello staff di Save the Children sono stati uccisi nell’attacco di oggi alla nostra sede a Jalalabad, in Afghanistan. Tutto il resto dello staff che si trovava nella struttura è stato tratto in salvo, mentre in quattro sono rimasti feriti nel corso dell’attacco e stanno attualmente ricevendo cure mediche». Lo rende noto un comunicato appena diffuso dall’organizzazione umanitaria che «condanna questo attacco nella maniera più dura possibile».

La vicedirettrice di Amnesty international per l’Europa, Gauri Van Gulik, commentando il voto del Parlamento italiano in favore dell’invio di navi da guerra nelle acque libiche per assistere la Guardia costiera della Libia a intercettare migranti e rifugiati e a riportarli a terra, mette in guardia dal rischio di complicità in torture e violenze.