Pace

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Arriva la terza firma ufficiale della Campagna “Leaders for Peace” promossa da Rondine Cittadella della Pace. Dopo il recente impegno della Costa Rica e quello formale dell’Italia con la firma del Presidente del Consiglio Conte, per la prima volta il Presidente di un’Istituzione europea manifesta il suo sostegno alla Campagna.  

Dedicata alla settima Beatitudine - "Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio" - l'udienza del Papa, trasmessa in diretta streaming dalla biblioteca del Palazzo apostolico. La pace "non è tranquillità interiore": è "un'altra pace" rispetto a quella mondana e "va cercata sempre e comunque", in un mondo dove è un atto una "guerra a pezzi" e la "pace" di alcuni corrisponde alla "guerra" di altri.

La guerra è una follia, annienta risorse. Non c'è alternativa sensata alla pace. Sono le prime parole di Papa Francesco a Bari, per l'incontro dei vescovi del Mediterraneo. Il Papa ha denunciato l'ipocrisia di paesi che parlano di pace e vendono le armi. Certi discorsi di leader populisti, ha affermato, fanno paura, ricordano quelli degli anni trenta del novecento.

“C’è una responsabilità particolare dei cristiani in questo tempo difficile. C’è la domanda di fare il possibile e l’impossibile per facilitare la fine delle guerre, per favorire i processi di riconciliazione”. Ne è convinto Adriano Roccucci, ordinario di Storia contemporanea all’Università Roma Tre, che aprendo la terza giornata dell’incontro “Mediterraneo, frontiera di pace”, promosso dalla Cei a Bari, ha tracciato un ampio excursus storico e geopolitico del Mediterraneo.

Tavoli di conversazione e discussione, lavori in assemblea, momenti di preghiera, incontri nelle parrocchie e l’abbraccio finale ad un gruppo di persone più svantaggiate. Si presenta così l’Incontro “Mediterraneo, frontiera di pace” che si è aperto questo pomeriggio nella storica cornice del Castello Svevo di Bari. Protagonisti 58 vescovi delegati di 20 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.