Pace

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«Ringrazio Dio che mi ha concesso di compiere questo itinerario come pellegrino di pace e di speranza». Il Papa, durante l'udienza generale di oggi, ha ripercorso le tappe del suo 31° viaggio apostolico internazionale con un «grazie» per aver potuto raggiungere, per la quarta volta dall'inizio del pontificato, il continente africano.

«Il Signore vi ricompensi e benedica tutto il vostro popolo, per intercessione del Beato Rafael Luis Rafiringa, le cui reliquie sono esposte qui presso l'altare, e dalla Beata Victoire Rasoamanarivo». Sono le parole rivolte dal Papa al popolo malgascio, durante l'Angelus (testo integrale) a conclusione della Messa nel Campo diocesano Soamandrazikay di Antananarivo.

«I nostri popoli hanno diritto alla pace. Voi avete diritto alla pace». Nell'omelia della Messa celebrata allo stadio Zimpeto, davanti a circa 60mila persone che lo hanno accolto con danze e balli nonostante la pioggia - che in questo angolo del mondo è un benedizione -, il Papa è tornato sui temi già presenti nel suo primo discorso in Mozambico e ha pronunciato ancora una volta una delle parole-chiave della prima tappa del suo viaggio apostolico in Africa.

«Non lasciate che vi rubino la gioia». Con queste parole il Papa (testo integrale) ha salutato la folla di giovani - cattolici, musulmani, indù - che lo hanno accolto nel Pavillon Maxaquene di Maputo, con una coreografia di canti e danze e una parola d'ordine scandita a più riprese, in portoghese: «riconciliazione».

La pace, l'incontro con le comunità cristiane, la riconciliazione e il Creato: sono alcuni dei temi chiave sottolineati da Matteo Bruni, direttore della Sala Stampa Vaticana, nel consueto briefing con i giornalisti prima della partenza per il 31° viaggio apostolico del Papa, fissata per mercoledì. Tre i Paesi che saranno visitati dal Pontefice fino al 10 settembre: Mozambico, Madagascar e Maurizio.

Due totalitarismi innescano la guerra, che era cominciata tra Giappone e Cina, in Europa: nazisti e sovietici che il 1 settembre invadono e poi si spartiscono la Polonia. «Una democrazia senza valori si converte in un totalitarismo aperto oppure subdolo, come insegna la storia», questo il monito di Giovanni Paolo II, di grande attualità anche oggi.